Politica

Occhiuto rieletto in Calabria: il centrosinistra in crisi, flop del M5S

di Viola Scipioni

Roberto Occhiuto conferma la sua leadership in Calabria, vincendo con un distacco netto sul rivale del centrosinistra, Pasquale Tridico, che si ferma al 41,7%. Il Presidente uscente di Forza Italia raccoglie circa il 58% dei voti in una tornata elettorale caratterizzata da un’affluenza particolarmente bassa, attorno al 43%, un dato che conferma la tendenza nazionale al calo di partecipazione. La vittoria di Occhiuto, già largamente prevista dai sondaggi, supera però le attese, mettendo in luce le difficoltà del centrosinistra e in particolare del Movimento 5 Stelle.

Tridico, europarlamentare e volto del Reddito di cittadinanza, non riesce a capitalizzare la notorietà della misura sociale che ha gestito come presidente dell’INPS. La campagna elettorale del M5S, centrata sulla misura del reddito di dignità, si rivela infatti un boomerang: Occhiuto riesce a evidenziarne le criticità e a dipingere l’alternativa proposta come poco credibile. La tesi secondo cui il campo largo, alleanza tra Pd e M5S, avrebbe successo solo con candidati M5S, viene smentita, mentre il Movimento raccoglie appena il 6,4%, confermando la sua difficoltà a mobilitare elettorato e consenso.

Il Partito democratico, pur recuperando rispetto al M5S, resta sostanzialmente stabile: ottiene il 13,6%, confermando la sua base di consensi tradizionali in Calabria. L’effetto “Schlein”, inizialmente percepito come una spinta propulsiva per il Pd, appare ormai assente, mentre le liste più moderate ottengono risultati migliori: Italia viva si attesta al 4,5%, Alleanza Verdi e Sinistra al 3,5%. Anche nella coalizione di centrodestra, Forza Italia emerge come leader, con il 17,5% dei voti, seguita da Lega e Fratelli d’Italia, rispettivamente poco sotto e sopra il 10%.

La gestione della campagna di Occhiuto è stata strategicamente brillante: le dimissioni improvvise dell’estate scorsa, annunciate dopo l’avviso di garanzia per corruzione, hanno colto di sorpresa sia il centrosinistra che gli alleati, riducendo i tempi di reazione e consolidando la sua posizione politica. Il governatore ha ribadito come le dimissioni non fossero legate all’indagine, ma servissero a garantire la continuità del governo e l’efficienza dell’azione amministrativa.

Il quadro regionale riflette dinamiche più ampie del panorama politico italiano: l’astensionismo rimane un problema per le opposizioni, mentre la conferma di Occhiuto rappresenta un segnale di stabilità e forza per il governo di centrodestra. Le lezioni calabresi evidenziano la difficoltà del centrosinistra di presentare candidati credibili, di mobilitare l’elettorato e di comunicare efficacemente le proprie proposte. L’unico dato certo è che nelle regioni a bassa partecipazione, i moderati sembrano confermare la loro capacità di attrarre consenso, mentre i partiti più radicali o di nuova formazione faticano a imporsi.

In sintesi, la Calabria consegna una conferma per Occhiuto e Forza Italia, un avvertimento netto per il centrosinistra e una bocciatura evidente per il Movimento 5 Stelle. Le elezioni regionali mostrano come, in assenza di una proposta chiara e convincente, l’astensionismo premi chi amministra con continuità e stabilità, lasciando poco spazio ai cambiamenti radicali promessi dalla politica progressista.

Related posts

Merkel: “Con Draghi Italia e Germania per un’Europa forte”

Redazione Ore 12

Landini (Cgil): “Aumentare i salari finanziandolo con la tassazione delle rendite finanziarie”

Redazione Ore 12

Referendum 12 giugno, la guida: per cosa si vota e la spiegazione dei cinque quesiti

Redazione Ore 12