“Oggi più che mai, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, la politica, le istituzioni e la società più in generale devono ribadire all’unisono in modo netto, chiaro e deciso il proprio ‘no’ a ogni forma di discriminazione basata sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale.
I dati forniti dal Gay Center sono drammatici: negli ultimi 20 anni, le richieste di aiuto pervenute a Gay Help Line o alla chat Speakly.org sono state oltre 400 mila e circa l’85% dei minori Lgbt+ subisce violenze.
Numeri che rendono l’idea di quanto lavoro ci sia ancora da fare su un problema che incide con forza, in maniera negativa, sulla qualità dei rapporti affettivi, lavorativi e sociali delle persone Lgbtqai+ e sull’effettivo rispetto dei loro diritti.
Bene, dunque, l’impegno delle istituzioni sul tema, ma si può, anzi, occorre fare di più.
Un primo passo in tal senso potrebbe essere, ad esempio, quello di riconoscere il principio di reciproca fedeltà all’interno delle unioni civili – introdotte 10 anni fa dalla Legge Cirinnà – quale elemento di piena responsabilità morale e giuridica tra le parti che rafforzerebbe di molto il valore della stabilità relazionale nelle coppie così unite. Una misura che potrebbe rappresentare l’inizio di un percorso di pieno e totale riconoscimento giuridico, sociale e morale di una comunità, quella Lgbtqai+ ancora oggi oggetto di troppe ed evidenti disuguaglianze in ogni campo della vita di tutti i giorni”.
Lo dichiara, in una nota, la capogruppo di Forza Italia in Campidoglio Rachele Mussolini.
