Economia e Lavoro

  Pac – Mercosur, gli agricoltori restano sulle barricate

Bene l’iniziativa della presidente della Commissione Ue Von der Leyen, ma nessuno scambio tra fondi della Pac e Mercosur: gli accordi commerciali devono basarsi sulla reciprocità e salvaguardare nel tempo l’agricoltura europea.  Per Confagricoltura è apprezzabile l’attenzione al settore dimostrata dalla presidente von der Leyen, i commissari e i ministri, in particolare del nostro governo e del ministro Francesco Lollobrigida a cui vanno i nostri ringraziamenti per il continuo impegno a tutela dell’agricoltura italiana, anche con la convocazione dell’incontro a Bruxelles, ma ci sono elementi importanti che devono essere ancora chiariti. A partire da come queste risorse potranno essere riservate agli agricoltori al fine di mantenere il bilancio inalterato. Rimangono quindi forti dubbi sul mantenimento del carattere europeo della Pac, che non deve nazionalizzarsi indebolendo il carattere unico del mercato Ue e creando distorsioni di concorrenza tra gli agricoltori. Così come le misure proposte sulla reciprocità non sono sufficienti. I metodi di produzione e gli standard qualitativi sono ancora un elemento di criticità da superare negli accordi bilaterali. Sarà fondamentale costruire un sistema di controlli nelle dogane per tutelare la produzione europea rispetto a quei prodotti che potrebbero avere residui vietati in Europa. Apprezziamo invece le aperture su un’ulteriore semplificazione delle norme e la sospensione delle tariffe sui fertilizzanti previste dal CBAM. La grande mobilitazione del settore primario lo scorso 18 dicembre a Bruxelles, con il Copa e il presidente Giansanti a capo della manifestazione, ha evidenziato come la posizione della Commissione avanzata nei mesi scorsi fosse lontana dal garantire la sicurezza alimentare, la tenuta delle imprese agricole e il futuro delle aree rurali europee. L’Italia – conclude Confagricoltura – è stata tra i primi Paesi ad evidenziarlo. L’impegno della Confederazione continua in questa direzione. Poi Cia Agricoltori: I correttivi della Commissione Ue alla proposta di riforma della Pac post 2027 e “in primis i 10 miliardi in più per l’agricoltura italiana sono, chiaramente, un segnale positivo, ma all’agricoltura servono chiarezza e, soprattutto, più garanzie. Le stesse che ci faranno dire sì al Mercosur se assicurata, nero su bianco, la reciprocità richiesta”. Così il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini, che aggiunge: “a quanto pare, la nostra mobilitazione del 18 dicembre a Bruxelles e il pressing del nostro governo sono stati determinanti, e devono continuare a esserlo, a tutela di tutti gli agricoltori e i cittadini europei”. Prudenza e guardia alta restano, dunque, preferite da Cia rispetto all’ultima operazione von der Leyen che si gioca la flessibilità e gli anticipi sul budget già previsto. Nella lettera della presidente della commissione Ue, infatti, si ritrovano i 293 miliardi per gli agricoltori stanziati dal prossimo bilancio Ue 2028-2034, i 6,3 miliardi della riserva di crisi e il 10% al target rurale. In aggiunta, la nuova concessione di ieri permetterebbe ai Paesi di attingere dal 2028 a due terzi della riserva per la revisione di medio termine, a livello Ue fino a 45 miliardi. Che per l’Italia vorrebbe dire: fino 4,7 miliardi della riserva non allocata e 5 miliardi di euro del target rurale vincolati a misure agricole.

“Cifre e meccanismi – chiosa Fini – non di poco peso e che richiedono dettagli normativi più stringenti, oltre a impegni operativi più circostanziati. Ovviamente – aggiunge – più risorse per l’agricoltura sono una buona notizia, meno lo spettro del fondo unico con incognite non risolte sulla rinazionalizzazione e la competizione non solo tra Stati, ma anche tra settori. Inoltre, non ci dimentichiamo che la nuova proposta von der Leyen dovrà passare per i negoziati con il Parlamento europeo e soprattutto con i 27 governi. Con due anni di trattative e una marea di possibili evoluzioni geopolitiche, la nostra mobilitazione chiaramente continua”.

Quanto al Mercosur, sottolinea Fini: “va tenuto il punto sul rispetto della reciprocità e sui controlli nelle importazioni. La sua difesa va anche oltre l’accordo con il Sudamerica, pone le basi per tutelare e sostenere la competitività delle nostre aziende e delle nostre produzioni in tutti i futuri accordi commerciali. Dobbiamo avere coraggio nel guardare a nuovi sbocchi, ma anche nel dettare le regole di gioco su standard produttivi e di lavoro sui quali gli agricoltori europei e italiani hanno investito reddito e sacrifici”.

A questi Cia guarda accogliendo positivamente anche la richiesta del ministro Lollobrigida, accettata dalla Commissione Ue, di sospendere il CBAM (Meccanismo di Aggiustamento del Carbonio alle Frontiere) che impatta sul prezzo dei fertilizzanti e i relativi dazi in ingresso. “Dà voce all’appello della Confederazione – conclude Fini – Evitiamo così aumenti aggiuntivi fino al 30%, rincari tra 40-140 euro a tonnellata sul bilancio di imprese già gravate da costi di produzione inaccettabile”. Soddisfazione sulla Pac di Coldiretti e apprezzamento per quanto fatto dal Governo, ma massima attenzione su Mercosur: “Va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della Pac della presidente Von der Leyen e della sua cerchia di tecnocrati”: per questo, Coldiretti prosegue la sua mobilitazione permanente e annuncia una serie di manifestazioni a partire dal prossimo 20 gennaio e fino alla fine del mese che coinvolgeranno oltre 100mila soci, che inizieranno con Lombardia, Piemonte, Veneto e Lazio. Si proseguirà poi anche in Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Campania, Sicilia e Sardegna. Una occasione, conclude Coldiretti, “per raccontare e difendere le conquiste ottenute nel negoziato sulla Pac e chiarire la nostra posizione di contrarietà ad un accordo Mercosur che non garantisca parità di trattamento tra agricoltori europei e sudamericani”.

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