“La frammentazione geopolitica e il cambiamento tecnologico pongono sfide molto diverse alle banche centrali, ma sollevano la stessa questione fondamentale: come mantenere la credibilità quando il contesto che ci circonda sta cambiando profondamente? L’esperienza della Banca Nazionale dell’Ucraina conferma che la credibilità si costruisce nel tempo e viene messa alla prova sotto pressione. Il cambiamento tecnologico rappresenta una prova di altro tipo: richiede alle banche centrali di adattare i propri quadri analitici, le competenze e gli strumenti man mano che l’economia e il sistema finanziario si evolvono. Adattarsi, tuttavia, non significa abbandonare i nostri principi fondamentali”.
Lo ha detto il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, alla 10a Conferenza annuale di ricerca della National Bank of Ukraine e della Narodowy Bank Polski a Kyiv in Ucraina. “La stabilità dei prezzi, la stabilità finanziaria e la fiducia nella moneta rimangono i nostri punti di riferimento. A seconda delle circostanze, la credibilità può richiedere alle banche centrali di mantenere una posizione ferma o di adattarsi. Il loro compito è comprendere come sta cambiando il mondo che le circonda, reagire nell’ambito del proprio mandato e preservare la fiducia del pubblico su cui, in ultima analisi, si fonda la moneta”, ha aggiunto Panetta.
AI: banche centrali non possono rimanere a guardare
– “L’AI generativa si sta diffondendo a una velocità eccezionale”, ed è “destinata a trasformare la produttività e la crescita, a cambiare i mercati del lavoro e le imprese e a ridefinire i mercati finanziari e i sistemi di pagamento. Le banche centrali non possono rimanere in disparte. I nostri modelli economici, gli strumenti di vigilanza e le infrastrutture di pagamento sono stati progettati principalmente per un contesto tecnologico diverso. Dobbiamo comprendere i cambiamenti in atto, distinguere i mutamenti strutturali dagli effetti temporanei e adattare di conseguenza i nostri strumenti. Ciò rientra sempre più tra i requisiti necessari alla credibilità di una banca centrale. La credibilità non dipende più esclusivamente dal garantire la stabilità dei prezzi e dal salvaguardare l’indipendenza. Dipende anche dalla nostra capacità di comprendere i profondi cambiamenti in atto nell’economia e di rispondere ad essi senza perdere di vista il nostro mandato. La nostra capacità di adattamento sta quindi diventando sempre più importante per mantenere la fiducia del pubblico”, ha aggiunto.
Banche centrali garantiscano che innovazione non indebolisca stabilità
La sfida per le banche centrali è “garantire che l’innovazione non indebolisca le fondamenta della stabilità monetaria e finanziaria. Nel campo dei pagamenti, ciò significa adattare l’attuale sistema monetario a due livelli – con la moneta della banca centrale come punto di riferimento e la moneta privata e i servizi di pagamento come livello operativo – anziché abbandonarlo. Le banche centrali – ha osservato – dovrebbero rimanere pragmatiche e orientate ai dati. In un contesto di rapidi cambiamenti strutturali, in cui le variabili non osservabili sono particolarmente difficili da stimare, gli andamenti effettivi della domanda, dell’attività economica e dell’inflazione dovrebbero avere un peso maggiore nell’orientamento della politica monetaria rispetto alle stime del tasso neutro. Man mano che la rivoluzione dell’IA prende piede, le banche centrali dovranno affinare continuamente la loro analisi dell’economia, i loro modelli e le informazioni su cui si basano. Il nostro investimento in conoscenze, competenze e capacità analitiche deve tenere il passo con la trasformazione in atto al di fuori delle nostre istituzioni”. “Le implicazioni dell’IA e della digitalizzazione si estendono ben oltre” la politica monetaria, “fino alla vigilanza finanziaria, alla stabilità finanziaria e ai sistemi di pagamento. Nel settore bancario, ad esempio, l’IA può migliorare la valutazione del credito, l’individuazione delle frodi e la gestione del rischio, ma può anche creare nuove vulnerabilità. Se molte banche si affidano a modelli simili o a un numero ristretto di fornitori di tecnologia, errori o interruzioni potrebbero propagarsi rapidamente in tutto il sistema finanziario. Le autorità di vigilanza dovranno disporre di competenze tecniche più solide e di una comprensione più approfondita dei modelli, dei dati e delle interdipendenze tecnologiche. Anche la digitalizzazione sta trasformando i pagamenti. Nuovi operatori e servizi di pagamento più rapidi possono aumentare la concorrenza e l’efficienza, ma possono anche rendere l’ecosistema dei pagamenti più complesso e frammentato, creando nuovi rischi operativi, legali e informatici”, ha aggiunto.
AI: in Italia può aumentare produttività lavoro di oltre 1 punto
“Nel lungo termine, l’effetto dominante deriverà probabilmente dalla produttività. L’entità dei guadagni rimane altamente incerta, ma il loro potenziale è considerevole”. Panetta ha sottolineato che “per l’Italia, una ricerca della Banca d’Italia suggerisce che un’adozione diffusa dell’IA potrebbe aumentare la crescita della produttività del lavoro di oltre 1 punto percentuale all’anno. Cosa implicherebbe ciò? Una maggiore produttività è, in linea di principio, uno shock di offerta favorevole: amplia la capacità produttiva dell’economia e, a parità di altre condizioni, favorisce una crescita più forte e un’inflazione più bassa. Ma è qui che finisce la parte semplice della storia. La tempistica, l’entità e la trasmissione di questi effetti sono altamente incerte. Inoltre, uno shock positivo dal lato dell’offerta non opera in modo isolato: incide sui redditi, sugli investimenti, sulla ricchezza e sulle aspettative, e quindi anche sulla domanda aggregata. L’IA sta trasformando l’economia stessa. Influirà sia sulla domanda che sull’offerta, e lo farà in orizzonti temporali molto diversi. Comprendere le sue implicazioni per la crescita e l’inflazione è quindi tutt’altro che semplice. Nel breve termine, gli investimenti legati all’IA stanno già dando un forte impulso alla domanda, specialmente nelle economie all’avanguardia tecnologica. Stanno inoltre generando una forte domanda di capacità di calcolo, energia, manodopera specializzata e altri fattori produttivi scarsi. Finché l’offerta non riuscirà a tenere il passo, queste pressioni potrebbero far salire i prezzi relativi e l’inflazione”, ha osservato.
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