14 canzoni, 50 minuti di musica, artisti che hanno fatto la storia della musica italiana e nuovi talenti, la copertina di Oliviero Toscani. E i testi – un pugno nello stomaco – tutti composti da persone detenute: questo, e molto altro, è Parole liberate, l’album che prende il nome dal Premio, fondato nel 2014 dal giornalista Michele De Lucia, dall’attore Riccardo Monopoli e dall’autore Duccio Parodi, e organizzato dall’omonima Associazione di Promozione Sociale. Il disco, distribuito su tutte le piattaforme digitali da Sony Music / The Orchard,è disponibile anche in formato cd sulla pagina Bandcamp di Baracca & Burattini, etichetta del produttore Paolo Bedini, vecchia volpe dell’indie rock.
La formula di Parole liberate, mai tentata prima, è quella di proporre ai detenuti non solo di scrivere una poesia, ma di diventare coautori di una canzone: le liriche vengono affidate ad artisti già affermati, affinché le mettono in musica e le interpretano. L’obiettivo, ambizioso quanto necessario, è stabilire un canale di comunicazione diretto tra carcere e società, rompendo il circolo vizioso per cui chi ha sbagliato è condannato alla pena aggiuntiva dell’emarginazione, a vita e senza possibilità di riscatto.
Le persone detenute hanno risposto partecipando, negli anni, con centinaia di composizioni. Si tratta di liriche commoventi e disturbanti, in cui si inseguono continuamente amore, isolamento, rimpianto, rabbia, il senso di perdita e la voglia di ricominciare. Così dai versi di Paul Andrei Cocian, “Faceva freddo / Lo so / E noi / Abbracciati nudi / In quella stanza / Volendoci di più / Smettemmo di amarci” (da Hotel Chimera) – si passa a quelli di Cristian Benko – “Ce l’avevi nell’armadio / sotto il letto / lo chiamavi uomo nero Robert Gray / lo chiamavi pagliaccio Pennywise / colpa tua, cazzi tuoi / fottio di guai” (da Clown Fail), in un continuo susseguirsi di suggestioni, atmosfere, stili musicali diversi che finiscono per comporre un disco fresco ma all’antica, un concept album, come si diceva una volta, che merita di essere ascoltato con la stessa attenzione con cui si legge un libro.
Gli artisti coinvolti meritano tutti di essere citati. Sono, in ordine di apparizione: Luca Faggella e Giorgio Baldi, Andrea Chimenti e Gianni Maroccolo, NuovoNormale, Fabrizio Tavernelli, Petra Magoni e Finaz, Teresa Plantamura, Virginio, Lisa Giorè, Ambrogio Sparagna, Yo Yo Mundi, Acquaragia Drom, Magicaboola Brass Band, Enrico Maria Papes – sì, la voce dei Giganti – con Federica Balucani e Pape Gurioli, Michael Manring e Riccardo Monopoli.
In contemporanea con l’uscita del disco, Parole liberate ha lanciato il bando della V Edizione, che può essere scaricato dal sito www.paroleliberate.it e dalla pagina facebook dell’associazione. Per inviare i testi c’è tempo fino all’autunno, e ancora una volta sarà decisivo il passaparola degli operatori penitenziari e degli stessi detenuti.
