Politica

Patrioti, Salvini avverte Meloni: votare von der Leyen sarà la sua fine

di Fabiana D’Eramo

Se Giorgia Meloni voterà per Ursula von der Leyen a capo della commissione europea “potrebbe essere la sua fine”. Matteo Salvini si è ripreso in fretta dalla sconfitta degli alleati francesi, anzi. La testa ormai è tutta per la nascita dei Patrioti per l’Europa, il raggruppamento composto dai partiti di dodici paesi che raccoglie, tra gli altri, oltre al leghista, Marine Le Pen e Viktor Orbàn. Il nuovo gruppo politico di destra diventa il terzo gruppo più numeroso al Parlamento europeo e a Meloni è chiesto di prendere una decisione. Con o contro di loro.

Ma la scelta è già stata presa: “Non sto con i filorussi”, ha tagliato corto. La premier, che è volata a Washington per il vertice Nato, non ha intenzione di tradire la condotta atlantista avuta finora. Sul nuovo gruppo, infatti, aleggia l’accusa di essere una quinta colonna di Vladimir Putin, e si staglia sull’Europa proprio all’indomani dell’esito delle elezioni legislative in Francia. Un modo per scavalcare il brutto risultato dei lepenisti.

Ma su questo Meloni ha commentato: “Nessuno dei tre schieramenti è in grado di governare da solo, nessuno può cantare vittoria.” Da un lato quindi la premier non toglie del tutto il suo sostegno a Le Pen, d’altronde si era esposta a suo favore a pochi giorni dal secondo turno, e Macron ha comunque contribuito ad escluderla dalla trattativa sui top jobs europei. “La lettura che ho visto di una sconfitta di Rassemblement National sembra un po’ semplicistica”, ha detto Meloni. “Il risultato elettorale è che nessuno ha vinto le elezioni. RN, per paradosso, è quello che ha guadagnato più seggi. Vedremo la formazione del governo, ma su questo non mi addentro.”

Deve, però, rivendicare una stabilità italiana che la Francia, ad oggi, non ha. Una solidità, una compatezza, dice, che fa invidia a molti, in Europa. “C’era un tempo in cui l’Italia era una nazione instabile mentre alcune nazioni europee avevano governi molto solidi. Oggi vediamo una realtà assai diversa. Un’Italia con un esecutivo molto solido in un’Europa in cui ci sono esecutivi molto meno stabili del nostro.” Una frecciatina a chi, secondo la premier, l’ha ingiustamente esclusa.

Eppure l’avvertimento che Salvini fa a Meloni denota un certo conflitto di idee, se non una confusione di governo. Mentre la premier condanna l’aggressione russa e “si accanisce sui bambini”, i Patrioti di cui fa parte il vicepremier guardano a un possibile accordo con Vladimir Putin a scapito di Kiev e scelgono gli slogan di Trump: Make Europe Great Again. E’ allora, Meloni, avversaria del nuovo gruppo di Salvini?

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