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Pesantissimo il tributo di sangue della stampa nella guerra mediorientale: 113 giornalisti e operatori media uccisi dal 7 ottobre

Il Comitato per la protezione dei giornalisti (Cpj) ha riferito che “almeno 113 giornalisti e operatori dei media” sono stati uccisi dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas, il 7 ottobre scorso. Si tratta del “periodo più letale per i giornalisti da quando il Cpj ha iniziato a raccogliere dati nel 1992”. E proprio nelle ultime ore un giornalista palestinese, identificato come Ibrahim Muharab, è stato ucciso dal fuoco israeliano nel Sud della Striscia di Gaza. A riferirlo il ministero della Sanità della Striscia di Gaza, governata da Hamas, e un sito di notizie palestinese. “Il corpo di Ibrahim Muharab è stato portato all’ospedale Nasser”, nella città meridionale di Khan Yunis, ha dichiarato il ministero. Il sito web Palestinian Daily News, per il quale Muharab lavorava, ha annunciato la sua morte “in seguito ai bombardamenti dell’occupazione israeliana su di lui e su un gruppo di giornalisti”. La stessa fonte ha aggiunto che il corpo di Muharab è stato trovato lunedì mattina ad Hamad City, un grande complesso di appartamenti costruito dal Qatar e ora in rovina. Altri due giornalisti che erano con Muharab in quel momento sono stati feriti e inviati all’ospedale Nasser di Khan Yunis. Il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha condannato “l’assassinio” di Muharab e ha accusato l’esercito israeliano di condurre una “campagna organizzata per uccidere i giornalisti” a Gaza. “L’esercito israeliano non ha mai preso di mira deliberatamente i giornalisti e non lo farà mai”, ha dichiarato un portavoce dell’esercito.

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