– Tre imprenditori abruzzesi sono stati raggiunti da misure cautelari personali nell’ambito di un’inchiesta della guardia di finanza di Pescara su un presunto dissesto fraudolento di una società con sede a Città Sant’Angelo (Pescara), dichiarata in liquidazione giudiziale a marzo 2024. Il provvedimento è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, su richiesta della Procura. Contestualmente sono stati sequestrati 3 immobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati. Secondo gli investigatori, il fallimento della società avrebbe lasciato un passivo di oltre 12,6 milioni di euro. Le indagini avrebbero accertato una distrazione di risorse per oltre 7,4 milioni, di cui circa 4,5 milioni derivanti da finanziamenti pubblici ottenuti illecitamente, vicenda già oggetto di approfondimenti da parte della Procura europea. Stando all’accusa, gli imprenditori avrebbero operato tra le province di Pescara e Chieti, utilizzando documentazione contabile e fiscale alterata per ottenere finanziamenti e aggirare i controlli di istituti di credito ed enti pubblici. Le somme sarebbero poi state trasferite verso società estere con sede in diversi Paesi europei, oltre che movimentate tramite carte prepagate e conti di gioco online. Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, bancarotta fraudolenta, emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 2 milioni di euro, deposito di bilanci falsi dal 2016 al 2021, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, mancato versamento dell’Iva per circa 500mila euro, occultamento delle scritture contabili e autoriciclaggio. Quest’ultimo reato riguarderebbe l’impiego di parte dei fondi pubblici illecitamente percepiti per l’acquisto di un capannone industriale ad Ascoli Piceno.
I sequestri hanno interessato 3 immobili situati ad Ascoli Piceno, Ortona (Chieti) e Pescara, per un valore complessivo di circa 700mila euro, oltre a disponibilità finanziarie superiori a 50mila euro.
