Economia e Lavoro

Pil, bollettino Bce: “Le prospettive sono ancora estremamente incerte”

 

Le prospettive in merito all’inflazione e al Pil sono ancora “estremamente incerte”, la crescita è condizionata dalla guerra e gli effetti che potrebbero scaturire dalla stretta monetaria, che potrebbero essere più forti rispetto a quanto atteso.

E’ quanto ha scritto la Banca Centrale Europea, nel bollettino diramato oggi.

Per quanto riguarda l’inflazione, inoltre, potrebbero esserci nuovi aumenti per i prezzi dell’energia e degli alimenti, dovuti specialmente alla guerra in Ucraina, in particolare al ritiro dei russi dall’intesa sul grano, e alla crisi climatica.

“Le prospettive economiche a breve termine per l’area dell’euro si sono deteriorate, principalmente a causa dell’indebolimento della domanda interna. L’elevata inflazione e le condizioni di finanziamento più restrittive comprimono la spesa. Ne risente soprattutto il prodotto del settore manifatturiero, frenato anche dalla debole domanda estera. Anche gli investimenti delle imprese e quelli nell’edilizia residenziale mostrano segnali di debolezza. I servizi continuano a evidenziare una maggiore tenuta, specialmente nei sottosettori ad alta intensità di contatti, come il turismo. Tuttavia, il comparto dei servizi perde slancio”, ha scritto la Banca.

“L’economia dovrebbe rimanere debole nel breve periodo. Nel corso del tempo il calo dell’inflazione, l’incremento dei redditi e il miglioramento delle condizioni dell’offerta dovrebbero sostenere la ripresa.

Il mercato del lavoro resta solido. Il tasso di disoccupazione si è mantenuto a maggio sul minimo storico del 6,5 per cento e si stanno creando molti nuovi posti di lavoro, in particolare nel settore dei servizi.

Nel contempo, gli indicatori prospettici suggeriscono che questa tendenza potrebbe moderarsi nei prossimi mesi e divenire negativa per il comparto manifatturiero”, ha proseguito.

A giugno, si registra una riduzione dell’inflazione, che passa dal 6,1% di maggio al 5,5%, nonché una nuova discesa dei prezzi dei beni energetici, che si riducono del 5,6% su base annuale.

Scende anche il prezzo dei beni alimentari, che si attesta sull’11,6%, un livello comunque alto.

L’inflazione di fondo, invece, aumenta, attestandosi a giugno al 5,5%, per le diverse tendenze dei beni e dei servizi: i primi, infatti, passano dal 5,8% di maggio al 5,5% di giugno, mentre i secondi sono in aumento, passando dal 5% di maggio al 5,4%, anche grazie alle spese per le vacanze estive.

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