di Giuliano Longo
ll Cremlino sta probabilmente tentando di nazionalizzare il gigante russo di Internet Yandex per rafforzare il suo controllo sullo spazio informativo russo a ridosso delle elezioni presidenziali del 2024. Yandex è una società ICT russa che fornisce vari servizi internet tra cui: servizi di informazione, e-commerce, trasporti, mappe, e navigazione web. Possiede un motore di ricerca che è il secondo più diffuso in Russia, lanciato nel 1997 e classificato come l’ottavo nel mondo. Negli ultimi tempi Yandex avrebbe cercato di trovare un equilibrio tra il Cremlino e i suoi investitori esteri, ma ora sembra che il Cremlino la stia costringendo a vendere o prendere le distanze dalle filiali internazionali. Fra queste il servizio di rideshare Yango Israel, una sorta di UBER molto più permissivo. Yandex si trova così stretta fra l’obbligo di rispettare le rigide leggi russe sulla divulgazione dei dati e di far fronte alla richiesta dei servizi di sicurezza (FSB) di fornire tutti i dati degli utenti non solo russi. In precedenza il Governo aveva multato Yandex per non aver rispettato questa legge nonostante la società avesse spiegato di non essere in grado di fornire i dati richiesti.Anche il CEO della Compagnia,Artem Savinovsky, era stato sanzionato per il mancato rispetto delle leggi russe sulla censura. D’altra parte , essendo Yandex una multinazionale, è impegnata ad ottemperare alle leggi di ogni singolo Paese dove opera e quindi anche alle singole richieste che vengono avanzate. Non a caso a Mosca si sospettava che il consulente per lo sviluppo aziendale di Yandex, Alexey Kudrin, abbia tentato invano di trasformarla in una società privata nazionale c controllata dal banchiere personale di Putin, Yuri Kovalchuk. Il fondatore ed ex CEO di Yandex, Arkady Volozh trasferitosi in Israele, il 10 agosto ha criticato duramente l’invasione in ucraina affermando “L’invasione russa dell’Ucraina è barbara e io sono categoricamente contrario. Sono inorridito per il destino delle persone in Ucraina – molti dei quali miei amici personali e parenti – le cui case vengono bombardate ogni giorno”. Per molti questa dichiarazione è il segnale che Volozh è ormai convinto che il Cremlino perseguirà il suo sforzo di nazionalizzazione la società e quindi ha alzato bandiera bianca, ma ha voluto dare l’ultimo schiaffo a Putin. La Reuters riferisce invece del rischio di una “fuga di cervelli” nell’azienda se il Cremlino nazionalizza se Yandex, poiché molti suoi dipendenti hanno lasciato la Russia in seguito all’invasione su vasta scala dell’Ucraina. Il Cremlino è probabilmente consapevole di questa preoccupazione e quindi tenta una sorta di derapge affidando l’eventuale acquisto della società ad investitori russi amici, piuttosto che agli enti governativi. Le proposte di acquisto non mancherebbero. All’inizio del 2019, Yandex era in cima alla lista delle società Internet russe con il maggior valore sul mercato pubblicata dalla prestigiosa rivista Forbes. Quotata al NASDAQ di Wall Street, al 30 giugno 2021 deteneva disponibilità liquide e mezzi equivalenti per 2,88 miliardi di dollari, anche se, dalla data dell’invasione, ha visto il valore del suo titolo subire un calo significativo.
Aggiornamento la Guerra di Putin ore 14.07
