Economia e Lavoro

Poste: Del Fante, conti 2025 record, pronti a entrare in Polo strategico

Poste Italiane alza il velo sui risultati finanziari forte di un 2025 da “record”, va avanti nell’investire sul digitale e punta sul Polo strategico nazionale, per cui sta trattando l’acquisto del 20% da Cdp. I ricavi del gruppo sono “a livelli record” pari a 13,1 miliardi, in crescita del 4,2% anno su anno (3,5 miliardi nel quarto trimestre del 2025, +3,5% anno su anno), sostenuti da “una solida performance commerciale” nei prodotti di risparmio e investimento, dai rendimenti del portafoglio investimenti e dalla continua razionalizzazione dei costi. La redditività è “la più alta mai registrata”, con il risultato operativo (Ebit) adjusted che si attesta a 3,2 miliardi, in crescita del 10% anno su anno, e l’utile netto pari a 2,2 miliardi, in crescita del 10% anno su anno, in linea con la guidance aggiornata per il 2025 e in anticipo rispetto ai target previsti dal piano 2024-28. Il dividendo preliminare per l’anno 2025 proposto è di 1,25 euro ad azione, in crescita del 16% rispetto al precedente esercizio e corrispondente a un payout ratio del 73%, per una distribuzione complessiva di 1,6 miliardi. L’amministratore delegato Matteo Del Fante ha commentato i risultati sottolineando il successo dell’app ‘P’ di Poste Italiane, che ha riunito le funzioni delle vecchie app Bancoposta e Postepay diventando una piattaforma unica per l’offerta di tutti i prodotti e servizi, utilizzata ogni giorno da 4 milioni di persone. E ha posto l’accento sulla “forte crescita nel mercato dei pacchi e il record anche in ambito finanziario”. La lettera di intenti firmata alla fine del 2025 per dare vita a una joint venture con Tim Enterprise, dedicata ai servizi It basati sul cloud, “segna inoltre un nuovo passo decisivo verso l’innovazione digitale”. E, ha fatto sapere il gruppo guidato da Del Fante, nell’ambito dell’obiettivo di sviluppo sinergico del cloud e della sovranità e confidenzialità dei dati, Poste Italiane è “in trattativa per acquisire una partecipazione pari al 20% del Polo strategico nazionale (Psn)”, dove la società guidata da Pietro Labriola ha il 45%, “un asset strategico nazionale che fornisce alle pubbliche amministrazioni tecnologie e infrastrutture cloud avanzate”.

 

Il gruppo ha avviato una riorganizzazione finalizzata alla creazione di un nuovo ‘Polo finanziario’, “integrando il business dei pagamenti e i servizi finanziari, un’iniziativa strategica che rafforzerà ulteriormente l’approccio del gruppo basato sulla centralità del cliente e abiliterà nuove opportunità di cross-selling, valorizzando la crescita e il potenziale della clientela Postepay”. Per quanto riguarda l’operazione su Tim, in cui Poste ha una quota pari al 27,32%, Del Fante spiega che continua il lavoro, “a stretto contatto con la compagnia, per realizzare sinergie di lungo periodo. In qualità di maggiore azionista strategico, abbiamo contribuito alla stabilizzazione della governance”. Il top manager parla di un percorso di sinergie con la telco che “richiederà diversi anni e i cui benefici si concretizzeranno progressivamente, via via che i progetti arrivano a maturità e l’esecuzione andrà avanti”. La sottolineatura è che Poste con Tim sta lavorando con 10 tavoli su una una partnership che “non è mirata a un guadagno immediato, ma piuttosto alla creazione di valore durevole e di lungo termine e sostenibile per entrambi i gruppi”. E i risultati arrivano: “Abbiamo anche lanciato dei prodotti assicurativi per clienti e piccole medie imprese a disposizione dei vari punti vendita di Tim e online con risultati iniziali molti incoraggianti e andiamo verso l’insourcing di servizi selezionati”. Dalla partecipazione in Tim, Poste si attende di ricevere dividendi cash per circa 100 milioni nel 2027. Del resto, sintetizza Del Fante, “il nostro investimento iniziale” nell’ex monopolista delle tlc “è più che raddoppiato in valore”: segno della “fiducia del mercato”.

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