Economia e Lavoro

Poste: Del Fante, utili in crescita ma lettere sono sfida, con Tim diversifichiamo

di Melania di Giacomo (*)

Conti in utile ma con una criticità strutturale da gestire: il progressivo declino della corrispondenza tradizionale, dimezzata in dieci anni. Nonostante questo, Poste non seguirà l’esempio della Danimarca, dove il servizio postale è estinto. E non chiederà altri soldi allo stato. È il quadro delineato dall’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fante, nelle audizioni in Parlamento sul nuovo contratto di programma con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. “È interesse della nostra azienda dare un servizio ai cittadini. Siamo i primi, forse più dei sindaci, a tenere che i cittadini siano contenti”, ha assicurato, “in Danimarca il servizio postale si interrompe, in Inghilterra Royal Mail è stata data a un finanziere. È nostro interesse mantenere gli uffici postali, con il progetto Polis, ma anche gli altri presidi come i Postamat. Le prime 5 banche hanno meno agenzie di quante ne abbia Poste”.

Il gruppo “è in utile e in crescita”, ha sottolineato l’ad, ma il servizio universale continua a generare perdite. Il calo dei volumi postali – ha spiegato – si accompagna a una riduzione dei ricavi, con una perdita stimata intorno ai 100 milioni. In questo contesto, il contributo pubblico a carico dello Stato resta fermo a 262 milioni di euro, a fronte di un fabbisogno stimato dalle Agcom di 700 milioni. Tuttavia, Del Fante ha assicurato, che Poste ha scelto di non chiedere un incremento, facendo leva sulla redditività degli altri comparti.

Ed è qui che si inserisce la strategia di diversificazione. Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato il proprio profilo industriale, evolvendo verso una piattaforma integrata di servizi. Accanto alla corrispondenza, cresce la logistica dei pacchi – 350 milioni consegnati nel 2025 – mentre si consolidano i business finanziari, assicurativi e dei pagamenti digitali. Poste gestisce oltre 600 miliardi di risparmi e ha raggiunto 95 miliardi di transazioni con Postepay, confermandosi uno dei principali operatori digitali del Paese, “non ultimo – rivendicato Del Fante – i 5 milioni di clienti della telefonia tra mobile, fissa e fibra”.

La diversificazione va in questa direzione stessa direzione. “La posta prioritaria – ha spiegato l’ad – esce dal servizio universale” e “si passa a 5 giorni. Questo ci dà più flessibilità nella gestione operativa, facendo un po’ di sinergia ed economia”. C’è poi una progressiva riconversione della rete dei portalettere verso la distribuzione dei pacchi. In questo contesto si inserisce l’operazione su Tim, definita “un passaggio strategico”. L’integrazione tra Poste Mobile e Tim sul mercato consumer punta a rafforzare la presenza nelle telecomunicazioni e nei servizi digitali, con possibili sviluppi anche sul Polo Strategico Nazionale. “Tim è parte di quella diversificazione a noi necessaria”, ha sottolineato Del Fante, e nel mercato delle telecomunicazioni: “Un primo passo di consolidamento importante. Il fatto che Poste Mobile e Tim si mettano insieme, lato consumer, retail” rappresenta “il secondo operatore che si mette con il quinto”. E qualora “l’operazione Tim andasse a compimento”, co il 45% di Tim più il 20% di Poste, il gruppo sarebbe maggioranza nel Polo strategico nazionale, “poi rimarrebbero Leonardo e Sogei che credo a loro volta stiano consolidando la partecipazione in un’unica unità”.

Ma accanto alla crescita in nuovi settori, il gruppo garantisce la centralità del presidio territoriale: i 13 mila uffici postali resteranno un pilastro, garantendo una presenza capillare anche nelle aree interne. In questo senso, il progetto Polis, viene assicurato, è un progetto permanente: una scelta strategica per riportare una centralità degli uffici postali nelle aree meno densamente abitate, garantendo uno sportello unico per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.

(*) La Presse

Related posts

Attenzione!!! Il 5 ottobre è sciopero nazionale dei trasporti: a rischio metro e bus

Redazione Ore 12

La rivoluzione finanziaria: la fine del gold exchange standard. La moneta domina il mondo/2

Redazione Ore 12

Cia sull’8marzo: “Servono più donne nei ruoli di leadership anche in agricoltura”

Redazione Ore 12