Siamo francamente indignati per quello che sta succedendo nell’ambito dei prezzi al consumo, specificatamente quelli agro-alimentari della spesa quotidiana. Abbiamo già denunciato e richiesto maggiore attenzione da parte dell’ISTAT sulle rilevazioni dei prezzi che francamente ci sembrano sottostimati. A noi risultano aumenti che variano, per diversi prodotti, da un più 45% a un iperbolico 105%. Ma oggi quello che ci inquieta di più è l’andamento dei prezzi delle materie prime e dell’energia, i cui forti aumenti nel 2022 stavano alla base delle giustificazioni inflazionistiche. In questi mesi del 2023 se ne registra una netta inversione con una forte diminuzione che tuttavia non si traduce in un coerente calo nei prezzi al consumo. Ci rivolgiamo perciò alle Istituzioni perché si intervenga in maniera maggiormente determinata sull’intera filiera. Infatti non consideriamo soddisfacente il cosiddetto “carrello tricolore” che chiede il congelamento dei prezzi e non una loro netta diminuzione. Infatti, a fronte di un mantenimento di questa situazione, le imprese e l’intermediazione di tali prodotti manterrebbero guadagni esorbitanti a scapito ovviamente del potere di acquisto e dei consumi degli italiani, soprattutto quelli che soffrono in povertà – sostiene Rosario Trefiletti – Presidente CCI. E’quanto si legge in una nota diffusa da Centro Centro Consumatori Italia
