Politica

Primarie Pd, i primi risultati del voto nei circoli. La partita è a due

 

Un testa a testa Bonaccini-Schlein sono i primi dati del voto nei circoli per la scelta del prossimo segretario del Pd, a giocarsi la leadership del Nazareno saranno il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini e la deputata, Elly Schlein. Dopo una consultazione pubblicata da Messaggero di Roma su circa 40 circoli tra Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Toscana, Friuli Venezia Giulia e Liguria ( ma manca il voto decisivo del Lazio) riportato da una rilevazione di Bidimedia, la Schlein si attesterebbe al 45,3% delle preferenze, con Bonaccini al 44,1. Seguono Gianni Cuperlo con l’8,5% delle preferenze, e Paola De

Si tratta di dati  molto parziali perché  gli iscritti al Pd hanno tempo fino al 12 per votare, con una finestra di una settimana concessa agli elettori di Lombardia e Lazio (le regioni al voto proprio il 12 e 13 febbraio).

Ma la  tendenza che già si intravede,  è quella di un voto polarizzato attorno ai due candidati di punta, che con ogni probabilità finiranno alle primarie dopo  il voto nei circoli che individua chi si sfiderà ai gazebo (aperti a tutti, non soltanto agli iscritti dem) il 26 febbraio.  Diversi i numeri forniti dal comitato Bonaccini per il quale risulterebbe che fra gli scritti S avrebbe1.493 voti (pari al 53,57 %); per Elly Schlein 1.014 (36,38%;) per Gianni Cuperlo 191 (6,85%) e per Paola De Micheli 89 (3,19%). Dal comitato Schlein, intanto, fanno sapere che la deputata è in «netto vantaggio» a Genova con il 56% a fronte del 37,6% dei voti degli iscritti  per Bonaccini.
 In Toscana, invece, in vantaggio sarebbe Bonaccini in testa il 50,29% dei voto degli icritti, Schlein al42,69%, Cuperlo al 5,99 e De Micheli allo 1,02%. Dai altri dati pervenuti a livello nazionale risulta invece che Bonaccini sia a distanziato di pochissimi punti dalla Scheiln, ma  il meccanismo delle primarie “aperte a tutti”, può cambiare gli esiti di una competizione nei gazebo, la cui partecipazione può determinare gli esiti della competizione . Tanto più che gli attuali iscritti al Pd non superano i 150mila mentre alle primarie aperte si prevede una partecipazione più ampia.

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