di Proto Casciani
Ecco alcune delle stime fatte da Istat nello studio dei suoi analisti sulle ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2026-2027’.
Con guerra prolungata crescita frena a +0,6% in 2026 e +0,4% in 2027
L’Istat ha svolto “un esercizio di simulazione con il modello dell’Istat MeMo-it per valutare le conseguenze sull’economia italiana del prolungarsi del conflitto tra Iran e Stati Uniti”, ipotizzando in particolare “un prezzo del Brent più elevato rispetto a quello dello scenario base e pari, nella media del 2026, a 113,5 dollari a barile (+21,4%) e a 97,5 dollari nel 2027 (+18,5%). Per il gas naturale, si è invece ipotizzato un rialzo leggermente più contenuto rispetto a quello del Brent, sulla scia degli andamenti osservati negli ultimi mesi; per il 2026 la quotazione si attesterebbe a 47 euro per MWh (+12,2% rispetto allo scenario base) e a 39,6 euro nel 2027 (+10%)”. Sulla base di queste ipotesi, “la dinamica di crescita del Pil italiano nel 2026 sarebbe inferiore, rispetto allo scenario base, di 0,1 decimi di punto nel 2026 e di 0,3 decimi nel 2027”. Lo scenario alternativo è contenuto nelle ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2026-2027’ dell’Istat. “Il permanere di quotazioni elevate delle materie prime determinerebbe maggiori effetti inflazionistici: il deflatore dei consumi privati registrerebbe nel 2026 incrementi di 0,4 punti percentuali rispetto allo scenario base, mentre nel 2027 la dinamica dei prezzi sarebbe superiore per 0,5 punti. Infine, gli effetti sul mercato del lavoro sarebbero trascurabili: nel 2026 non si registrerebbero differenze rispetto allo scenario base mentre nel 2027 si determinerebbe una minor crescita delle unità di lavoro di 0,1 punti”, osserva l’Istat.
Pil: Istat stima +0,7% in 2026 e 2027, sostenuto da domanda interna
Il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,7% sia nel 2026 sia nel 2027, dopo essere aumentato dello 0,5% nel 2025. L’aumento del Pil, nel biennio di previsione, verrebbe sostenuto interamente dalla domanda interna al netto delle scorte (+0,9 e +0,5 punti percentuali rispettivamente); la domanda estera netta, condizionata in negativo dagli effetti del conflitto in Medio Oriente e dal conseguente aumento dei prezzi energetici, fornirebbe un contributo negativo nel 2026 (-0,2 p.p.) e nullo nel 2027. Nel 2026 i consumi delle famiglie e delle ISP sono previsti in decelerazione rispetto all’anno precedente (+0,6% rispetto al +1,1% nel 2025) frenati dall’attenuazione della dinamica positiva delle retribuzioni pro capite e dall’aumento dell’inflazione; nel 2027 la crescita è invece prevista in leggera accelerazione (+0,7). Gli investimenti fissi lordi continuerebbero a crescere, ma con intensità differente nei due anni: l’aumento si attesterebbe al +2,2% nel 2026, sostenuto dagli interventi connessi al PNRR; nel 2027 si determinerebbe una rilevante decelerazione in media d’anno (+0,5%) causata da condizioni di finanziamento meno favorevoli e dal ridimensionamento, a normativa vigente, degli stimoli pubblici.
Occupazione rallenterà al +0,7% in 2026, calo disoccupazione al 5,5%
L’occupazione, misurata in termini di unità di lavoro (ULA), segnerebbe nel 2026 un rallentamento della dinamica di crescita (+0,7%, dopo il +1,3% del 2025) a cui si accompagnerebbe un ulteriore calo del tasso di disoccupazione (5,5%, dal 6,1% del 2025); nel 2027 si prevede una decelerazione delle ULA (+0,4%) e una stabilizzazione del tasso di disoccupazione. Lo stima l’Istat nelle ‘Prospettive per l’economia italiana nel 2026-2027’.
