Esteri

Quando la politica si trasforma in reality e la fine della civiltà è una diretta su X Loomer, Medvedev, Ribera e il tramonto dell’Occidente (con i popcorn in mano)

di Riccardo Bizzarri (*)

Siamo passati in un lampo dalla Prima Repubblica alla Post-Verità e la politica ha definitivamente  smesso di vergognarsi.

C’erano una volta Giulio Andreotti e Franco Evangelisti. Il primo era il Divo Giulio, una sorta di Machiavelli con la schiena curva e il sorriso sardonico; il secondo il suo uomo ovunque, quello che apriva porte e chiudeva bocche. Evangelisti era l’uomo della frase epica: “A Fra’, che te serve?”, che non era solo una battuta, ma un manifesto operativo. I politici erano spesso ambigui, certo. Ma l’ambiguità era velata, cesellata, teatrale — roba da Comédie-Française.

Poi siamo scivolati nel trash istituzionale. Nella post-politica. Nella post-verità. O peggio: nella pre-civiltà.
E oggi, chi sussurra all’orecchio dei potenti? Non consiglieri dotti o funzionari navigati. No. Oggi ci troviamo Laura Loomer (nella foto): 31 anni, influencer cospirazionista, ex candidata al Congresso e attuale voce senza guinzaglio (testuale) che entra e esce dallo Studio Ovale come fosse casa sua. Mica Henry Kissinger. Mica Zbigniew Brzezinski. No, Laura Loomer.

Bandita da Facebook, ignorata da Instagram, osannata su X e Rumble (piattaforme predilette da chi crede che la Terra sia piatta e Biden un robot), Loomer ha fatto carriera a colpi di tweet complottisti e uscite razziste ed è per questo che oggi siede al tavolo del potere. Consiglia Trump su chi silurare, chi screditare, chi “smascherare”.

Nietzsche, nel suo “Crepuscolo degli idoli”, scrisse: “Quando guardi a lungo nell’abisso, l’abisso guarda anche dentro di te.”
Ecco, l’America ha fissato l’abisso per troppo tempo e oggi lo ha assunto come consulente presidenziale.

Intanto, in Russia, Dmitrij Medvedev – una volta il più presentabile dei putiniani – oggi pare la caricatura del generale della guerra fredda: minaccia, sbraita su Telegram, invoca la distruzione dell’Occidente mentre beve tè al samovar. È come se il mondo intero stesse facendo cosplay del 1984 di Orwell, ma con la sceneggiatura scritta da un utente anonimo di Reddit.

E in Europa? Lungi dall’essere un faro di razionalità, anche Bruxelles ha il suo bel cast di consiglieri improbabili. Ursula von der Leyen, che nel tentativo di sembrare una figura solida sembra solo un’imitazione pallida della Merkel (senza il pragmatismo, ma con più abbonamenti alla palestra), ha scelto come vice Teresa Ribera.
Sì, proprio lei: l’ambientalista da talk show, ministro spagnolo della transizione ecologica e paladina delle crociate green su carta patinata, talmente scollegata dalla realtà da sembrare il personaggio secondario di una fiction su Netflix intitolata “Clima e retorica: cronache di un disastro amministrato”.

Ribera si presenta come risoluta e competente, ma nelle vesti di numero due della Commissione sembra più un esperimento di casting sbagliato che una scelta politica seria. Tra slogan fotogenici e crociate energetiche scollegate dai dati reali, ha il merito quantomeno involontario di rendere i dibattiti europei grottescamente teatrali, un po’ come se l’Europarlamento fosse diventato un’aula del liceo con il Wi-Fi rotto. E mentre lei lancia proclami, le industrie chiudono, le bollette salgono e i trattori protestano in mezzo a Bruxelles. Ma niente paura: si farà un comitato, un tweet, una bella conferenza stampa. E tutto finirà… peggio di prima.

Antonio Gramsci diceva: “La crisi consiste nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere.” Ma non aveva previsto che, nel frattempo, il nulla si sarebbe iscritto a TikTok, avrebbe preso un microfono e avrebbe fatto campagna elettorale.

Insomma, se la politica è lo specchio della società, allora forse non è solo la classe dirigente ad essere crollata. Forse siamo tutti scivolati. Forse, come diceva Spengler, siamo davvero nel tramonto dell’Occidente. Ma questo non è un tramonto romantico, epico, alla Goethe. No: è un tramonto girato in diretta su Instagram, con i filtri, le gif animate e le reazioni emoji.

Ci resta solo da sperare che, come nei migliori film trash, almeno il finale sia divertente. Se proprio dobbiamo estinguerci, che sia con stile. Magari con Loomer che annuncia su X: “Breaking news: gli alieni hanno vinto le elezioni. Trump approva.”
E Ribera che, da Bruxelles, propone di ridurre le emissioni anche sulla Luna.

 

(*) Giornalista

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