Politica

Rai: da caso Ranucci a dopo Sergio, dossier bollenti aprono nuova stagione Cda

di Luca La Mantia

 

(LaPresse) – Dal caso ‘Report’ al dopo Roberto Sergio. Non mancheranno i temi caldi nel primo consiglio di amministrazione della Rai dopo la pausa di agosto. A partire dello scontro fra il giornalista di inchiesta e l’azienda che si arricchisce di un nuovo capitolo. La Rai ha, infatti, notificato a Ranucci una contestazione disciplinare, intimando un termine di cinque giorni per far pervenire la propria difesa prima di adottare un eventuale provvedimento, che può andare dalla semplice lettera di richiamo alla sospensione, fino al licenziamento. Iniziativa che l’azienda considera obbligata alla luce di quanto rilevato dal comitato etico, tenuto anche conto delle dichiarazioni e pubblicazioni di Ranucci e degli accertamenti effettuati. La contestazione disciplinare viene considerata, in sostanza, coerente con le procedure Rai sulle condotte personali dei dipendenti. Ma – a quanto filtra – non è collegata alla rimozione dalla conduzione di ‘Report’ che, invece, per la Rai rappresenta solo una scelta editoriale, cui sono seguite le tre proposte sottoposte a Ranucci per il suo riposizionamento. Una decisione che la Rai ritiene di aver adottato anche a difesa di un format storico come ‘Report’ alla luce dei rapporti personali tra Ranucci e Valter Lavitola. Sui tempi della notifica si accende lo scontro con il team legale di Ranucci. Secondo la Rai la contestazione era pronta già da lunedì, dunque prima delle notizia del ricorso per il reintegro a ‘Report’ presentato da Ranucci, per poi venire recapitata al conduttore il giorno successivo. Il difensore di Ranucci, l’avvocato Roberto De Vita, ha parlato di un “tempismo irrequieto”, visto che alle “10.39 abbiamo depositato il ricorso a tutela di Sigfrido Ranucci e subito dopo, alle 18.41, è arrivata una Pec della Rai con contestazioni disciplinari”. Se ne discuterà nel Cda Rai di giovedì, dove l’altro tema potenzialmente bollente sarà quello legato al futuro di Sergio. L’attuale dg lascerà per sua scelta l’azienda a fine settembre e si aprirà, quindi, la partita della successione. A quanto apprende LaPresse si gioca a incastri con l’altrettanto complesso tema della presidenza di garanzia, arenata in Vigilanza dopo le dimissioni in blocco delle opposizioni, compresa la presidente Barbara Florida, cui è seguita quella dei componenti di maggioranza. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha avvertito che, in caso di ulteriore inerzia, mercoledì prossimo provvederà a “nominare i componenti dei gruppi che non fossero pervenuti, partendo dal dato apicale e scendendo per i rami”. Difficile, in ogni caso, che si arrivi alla ratifica di Simona Agnes entro il 30 settembre con conseguente effetto domino sulla governance del servizio pubblico. L’ad Rai, Giampaolo Rossi, potrebbe così decidere di assumere il ruolo di dg ad interim per colmare il vuoto lasciato da Sergio. C’è poi il tema di Rtv San Marino: Sergio è dg anche dell’emittente pubblica del Titano, ruolo che vorrebbe mantenere. Sul tema ci sarà, in ogni caso, da discutere, tenendo conto anche delle ultime tensioni fra Sergio e il presidente facente funzioni della Rai, Antonio Marano.

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