Mentre il clima sul referendum sulla giustizia si surriscalda, c’è chi secglie di non prendere decisioni e dare, ai cittadini ed agli iscritti, è il caso della SVP e della Cisl, la libertà di coscienza e dunque di votare come meglio si crede.
Referendum: da Svp nessuna indicazione di voto
La Svp ha deciso che non darà indicazioni di voto in merito al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Lo ha deciso oggi la direzione del partito: “L’autonomia dell’Alto Adige non è interessata da questa riforma né direttamente né indirettamente. Pertanto, la SVP non formulerà alcuna raccomandazione di voto unitaria”, sottolinea il presidente della SVP Dieter Steger. Allo stesso tempo, Steger fa riferimento alla natura del voto: “Nel prossimo referendum costituzionale non è previsto alcun quorum, quindi ogni voto conta. È quindi ancora più importante che i cittadini si informino e si formino una propria opinione”. Secondo Steger, nella discussione all’interno della direzione del partito ci sono state valutazioni diverse, ma la stragrande maggioranza degli interventi è andata chiaramente nella direzione del “sì”. Steger spiega inoltre la sua posizione personale: “Dopo un’attenta valutazione, posso dire personalmente che mi pronuncio a favore del sì. Per me il referendum va nella giusta direzione. Dal punto di vista dei cittadini, ritengo fondamentale che la parte accusatoria sia chiaramente separata dalla parte giudicante dal punto di vista organizzativo: lo ritengo giusto”. Allo stesso tempo, il presidente dell’SVP sottolinea che tale separazione è prassi comune in molti ordinamenti giuridici europei: “In questo modo l’Italia si allineerebbe maggiormente agli standard degli altri Stati europei”.
Referendum: la Cisl conferma, nessuna indicazione di voto
Il Comitato Esecutivo della Cisl, riunitosi a Roma in occasione della giornata di approfondimento dedicata al referendum costituzionale sulla Giustizia del 22 e 23 marzo, ha confermato che la Confederazione non assume alcuna indicazione di voto né per il Sì né per il No. “La scelta è rimessa alla libera, autonoma e consapevole valutazione di ogni associato e di ogni cittadino, nel pieno rispetto della rilevanza istituzionale della consultazione e della pluralità delle posizioni legittimamente presenti nel Paese”, si legge nel documento finale approvato ieri all’unanimità.
“La Cisl ritiene che, su materie che attengono all’assetto costituzionale e all’equilibrio tra i poteri dello Stato, sia indispensabile promuovere un confronto serio, informato e rispettoso, sottratto a semplificazioni e contrapposizioni ideologiche. Il referendum riguarda norme approvate dal Parlamento secondo le procedure previste dall’articolo 138 della Costituzione e deve essere valutato nel merito dei contenuti, evitando improprie sovrapposizioni politiche”, si sottolinea.
Il Comitato Esecutivo richiama “l’esigenza di riportare il dibattito pubblico su un terreno equilibrato e costruttivo, prendendo atto con preoccupazione di un clima fortemente polarizzato che ha accompagnato il dibattito pubblico nelle ultime settimane, segnato da toni eccessivi e talvolta inaccettabili, incompatibili con una corretta e sana divulgazione delle legittime ragioni presenti in entrambi gli schieramenti”, aggiunge il documento.
Red
