Cultura, Arte e Libri

La storia del maestro Giancarlo Cracas: da allievo di Franco Cerri a riferimento per diverse generazioni

di Giuseppe Onorati

 

Se Francesco De Gregori canta: “una storia di prima del motore”, raccontando la storia di Sante Pollastri e Costante Girardengo nella canzone Il bandito e il campione, quella che qui si racconta è precedente ad Internet ed alle facilitazioni comunicative di cui gode la società digitale.

Immaginiamo una città di provincia sugli Appennini meridionali, nella seconda metà degli anni ’70 dello scorso secolo, in cui c’è un giovane chitarrista proveniente dal Rock, che, sedotto dal Jazz vi si vorrebbe approcciare ma non ha gran disponibilità d’informazioni e maestri da cui attingere. Quella città è Potenza e quel giovane è Giancarlo Cracas, chitarrista rock, che inizia ad essere affascinato dalla musica Jazz in un momento in cui, il genere musicale importato dagli Stati Uniti d’America, comincia a diffondersi nell’interesse degli italiani e diventa anche materia per avanguardie culturali ma che, non offre ancora molte possibilità d’insegnamento e divulgazione, soprattutto in provincia. E’ così che il giovane protagonista della nostra storia, armato di passione ed audacia, decide di andare direttamente dal riferimento per la chitarra Jazz italiana in quel momento (ma anche oltre): Franco Cerri; prende il treno e va a Milano carico di passione e voglia d’imparare ma con un ragionevole dubbio sulle possibilità d’incontrare il maestro Cerri. L’audacia del giovane Cracas lo premia perché, non solamente incontra Cerri ma ne diventa amico ed allievo ed è così che inizia un percorso artistico e professionale che caratterizzerà la sua biografia e la storia culturale di Potenza e della Basilicata.

Cerri introduce il giovane chitarrista lucano sulla strada del Jazz e come un maestro di bottega rinascimentale, lo segue insegnandogli grammatica e sintassi jazzistiche e dispensandogli materiali didattici e consigli nei vari incontri meneghini. Ed è proprio in una di queste trasferte milanesi che Cracas ha modo di conoscere e diventare amico di un altro gigante del Jazz, il pianista Sante Palumbo, con cui avrà modo di esibirsi e che anche contribuirà alla sua formazione artistica.

Questa “iniziazione” è come una propulsione che porta il giovane Cracas ad appassionarsi sempre di più ed approfondire e studiare il Jazz in tutte le sue varianti ed evoluzioni: dal bebop all’hard bop, fino alle fusioni con altri generi. Soprattutto, inizia a sviluppare un proprio stile torrenziale nell’espressione, pur rispettoso delle relazioni armonico-melodiche dei temi, con gran senso ritmico e dello swing; il primo banco di prova, per così dire, è un’esibizione televisiva all’inizio degli anni ’80, custodita nelle teche RAI di Basilicata, con l’amico e chitarrista Carlo Petrone, durante la quale eseguono degli standard ed è una esibizione storicamente significativa, in quanto prima volta in cui degli artisti lucani offrano al pubblico del Jazz, aprendo la strada in una regione ancora vergine.

In questo periodo Giancarlo Cracas è sempre più maturo e non soltanto continua a studiare e suonare ma inizia anche ad insegnare e divulgare le conoscenze, accendendo passione ed interesse verso il Jazz e coltivando il terreno da cui prolifereranno diverse generazioni di musicisti e si svilupperà un vero e proprio interesse jazzofilo a Potenza ed in tutta la Basilicata.

Intanto, guidato dall’insaziabile sete di conoscenza, il maestro continua a girare per l’Italia, dove ha modo di conoscere ed interagire con maestri ed eccellenze del calibro di Filippo Daccò, del didatta e chitarrista Tomaso Lama, del pianista Franco D’Andrea, di Barney Kessel, dei chitarristi Eddy Palermo ed Umberto Fiorentino e del pianista Enrico Pierannunzi. Tutti nomi altisonanti da cui Cracas apprende, con cui intrattiene scambi e da cui guadagna stima artistica.

Altra importante tappa, che in qualche modo consacra la maturità di Giancarlo Cracas, è la costituzione del Cracas Jazz Quartet formato oltre che dal leader, dal chitarrista Alberto De Michele, dal bassista Nello Giudice, storico collaboratore di Pino Mango e dal batterista Lanfranco Salerno. Un quartetto che partendo da Potenza, ben presto lascia il segno in tutta la regione Basilicata, con strepitose esibizioni rimaste nella memoria storica e che in diverse occasioni ha modo di condividere contesti con grandi nomi, come quando apre i concerti dei quartetti di Franco D’Andrea e di Paolo Damiani e come quando è spalla del gruppo dei Lingomania dell’amico Umberto Fiorentino, con Maurizio Giammarco e con dei giovani Roberto Gatto e Danilo Rea.

A metà degli anni ’80 Giancarlo Cracas è ormai un riferimento imprescindibile per il Jazz in Basilicata; suona, insegna e soprattutto accende la passione di tanti giovani verso questo genere musicale.

La sua figura, a buon diritto, può essere considerata come di un capostipite da cui parte una vera e propria genesi di musicisti Jazz (e non solamente) in Basilicata; tante generazioni direttamente o indirettamente sono state influenzate dal maestro Cracas: dai già citati Alberto De Michele e Nello Giudice, al chitarrista e compositore Graziano Accinni (anch’egli storico collaboratore di Pino Mango); dal chitarrista Santino Giambersio, al pianista Stefano De Bonis, al chitarrista Emanuele Basentini ed a tanti altri ancora.

Nel 2024, a riconoscimento del merito storico-pionieristico per aver effettivamente aperto le porte al Jazz in Basilicata, il maestro Giancarlo Cracas è stato premiato al Jazz Club di Potenza. La sua storia, seppur legata ad un territorio in particolare, ha una grande portata simbolica generale, in quanto ci racconta di come audacia e passione possano portare una persona a creare le condizioni per fertili stagioni collettive.

Related posts

“Un profeta dall’erotismo Dannunziano”: così per una sera la destra prova a prendersi Pasolini

Redazione Ore 12

IL 23 SETTEMBRE A BIOPICFEST IN ANTEPRIMA NAZIONALE IL DOCUMENTARIO AINU NENO AN AINU DI LAURA LIVERANI E NEO SORA

Redazione Ore 12

Arte: a Forte dei Marmi (Lu) la mostra “Accadde in Versilia”

Redazione Ore 12