“Cresce il riciclo ma il deficit impiantistico frena la transizione” dell’economia circolare. E’ quello che emerge dal Green book, il rapporto annuale sul settore dei rifiuti urbani in Italia promosso da Utilitalia e curato dalla Fondazione Utilitatis, presentato oggi a Napoli al Green med expo & symposium. Nel 2024 – spiega l’analisi – la produzione nazionale dei rifiuti urbani supera i 29,9 milioni di tonnellate (+2,3%). La raccolta differenziata raggiunge il 68% e il tasso di riciclo effettivo si attesta al 52%; permane un’ampia forbice che conferma come la transizione del comparto non possa misurarsi solo sulle quantità intercettate. Il fatturato del settore raggiunge i 19 miliardi di euro (lo 0,9% del Pil nazionale) con 122mila addetti diretti. Dalle aziende del comparto arrivano 2 miliardi all’anno di investimenti. Secondo il Green book “l’Italia avanza nel percorso verso l’economia circolare ma la transizione non è ancora del tutto compiuta. La raccolta differenziata cresce, il riciclo migliora, eppure il gap tra i quantitativi raccolti e quelli effettivamente riciclati rimane ampio; al contempo il deficit impiantistico, in particolare al Sud, continua a gravare sui costi del servizio e a rendere più complesso il raggiungimento degli obiettivi europei”. La Tari si attesta sui 333 euro per famiglia con forti differenze territoriali: 288 euro al Nord, 358 al Centro e 378 al Sud, dove il deficit impiantistico continua a pesare sui costi del servizio. L’eventuale inclusione dei termovalorizzatori nel sistema europeo Ets rischia di incrementare i costi a carico dei cittadini e il ricorso alla discarica, venendo meno alla stessa gerarchia europea dei rifiuti. “Serve un impegno straordinario, coordinato tra istituzioni e imprese – dice il presidente di Utilitalia Luca Dal Fabbro – per garantire stabilità agli investimenti in coerenza con la gerarchia europea dei rifiuti”.
