Rogoredo: consulente tecnico lascia difesa Cinturrino, ‘venuta meno fiducia’
L’ex poliziotto Dario Redaelli ha lasciato “l’incarico” di consulente tecnico della difesa di Carmelo Cinturrino, il poliziotto fermato questa mattina per l’omicidio di Abderrahim Mansouri avvenuto il 26 gennaio a Rogoredo, perché “la vicenda risulta essere ben diversa da quella per la quale ho assunto il mio incarico” ed “è venuta meno la fiducia che deve necessariamente esserci non solo tra avvocato e assistito ma anche con il consulente”. L’esperto di investigazioni scientifiche, noto alle cronache di questi mesi anche per far parte del pool che assiste la famiglia di Chiara Poggi per il delitto di Garlasco, parla di gesto “doveroso dal mio punto di vista” ricordando di essere stato per “40 anni” un appartenente delle “forze dell’ordine”. Contattato Redaelli ha chiarito che consegnerà al difensore di Cinturrino, l’avvocato Pietro Porciani, la “memoria conclusiva” del lavoro svolto in queste settimane e che in seguito a ciò “non continuerò a seguire la posizione dell’assistente capo”.
Rogoredo: Fratoianni, bene procura e questura Milano, male Salvini e Meloni
“Credo che dobbiamo essere grati alla Procura e alla Questura di Milano che hanno fatto luce su quello che è accaduto a Rogoredo. Un comportamento ben diverso dall’atteggiamento e dalle parole di chi come Salvini, Meloni e altri esponenti della destra immediatamente avevano già emesso una sentenza di assoluzione e di impunità e lo avevano fatto ancora una volta con un fine strumentale: quello di prendere qualche voto in più per il referendum ed attaccare la magistratura. Invece dovrebbe essere la ricerca della verità l’unica cosa che conta e che andrebbe sempre difesa”. Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti a margine di una conferenza stampa a Mestre. “Ecco, se ci fosse stato per esempio lo scudo penale che vuole la destra – prosegue il leader di SI – quell’indagine non si sarebbe probabilmente aperta e non avremmo saputo che quella persona che è stata uccisa non aveva nessuna pistola, che c’è stata una gigantesca montatura, che quel poliziotto che oggi è stato fermato dicendo che potrebbe uccidere ancora l’ha ucciso a sangue freddo ed evidentemente per altre ragioni. Insomma la magistratura deve fare il suo mestiere. Sempre. E per farlo serve una magistratura autorevole che non può essere delegittimata continuamente come fa il governo Meloni ogni giorno”.
Rogoredo: Siracusano (FI), chi ha sbagliato deve pagare, indagini in corso
“Noi siamo sempre dalla parte delle forze dell’ordine. Questo non vuol dire impunità. Questo vuol dire che le misure del governo vogliono evitare un’iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi svolge il proprio ruolo a difesa del Paese”. Così la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, esponente di Forza Italia, ospite a ‘Start’ su Sky TG24. “Chiaramente le indagini sono in corso. Se il poliziotto ha sbagliato dovrà pagare. Io ritengo che la misura cautelare sia stata emessa per evitare l’inquinamento di prove. Siamo ancora nella fase delle indagini. Non è una condanna definitiva. Chi ha sbagliato deve certamente pagare, noi non siamo per l’impunità ma siamo per la tutela delle forze dell’ordine spesso oggetto di qualche pregiudizio nel nostro Paese”, ha concluso.
Rogoredo: Serracchiani (Pd), fatti gravissimi se confermati
“Noi abbiamo piena fiducia delle forze dell’ordine ma al contrario di altri abbiamo anche piena fiducia nella magistratura e credo che la magistratura abbia dimostrato che con un’indagine indipendente e autonoma stanno emergendo dei fatti che se confermati sono assolutamente gravissimi e non fanno bene alle forze dell’ordine”. Lo ha detto la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ospite a ‘Start’ su Sky TG24. “Ci sono persone che rischiano la vita, anche con stipendi bassi, che non meritano di avere colleghi, come questa persona che se ha sbagliato deve pagare, e che rovinano un po’ la reputazione di tutti”, ha concluso.
Rogoredo: M5s, dopo ennesima speculazione centrodestra stia zitto
“Con il fermo del poliziotto accusato di omicidio volontario a Rogoredo, l’indagine fornisce nuovi risvolti importanti. Anche su questo caso la destra italiana aveva inscenato una inaccettabile speculazione politica dimostrando di confondere la sicurezza con la propaganda e di non possedere i più basilari principi della legalità e dello stato di diritto. Subito dopo l’episodio, Salvini e altri esponenti del governo e della maggioranza avevano emesso già la loro sentenza. Ora, alla luce dei risvolti di un’indagine che naturalmente dovrà fare il suo corso e eventualmente approdare ad un processo, si arrampicano sugli specchi dicendo ulteriori sciocchezze. In realtà ancora una volta si comprende come proporre che qualcuno, in quanto servitore dello Stato, possa avere un percorso privilegiato o addirittura essere al di sopra di indagini che appurino la verità dei fatti, è assurdo e pericoloso. E’ un approccio che penalizzerebbe proprio quelle divise che invece operano nel rispetto delle leggi e a tutela dei cittadini, che renderebbe più forti coloro che abusano del loro potere ed emarginerebbe quanti si comportano in maniera specchiata. Gli esponenti del governo e della maggioranza farebbero bene a stare zitti”. Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Affari Costituzionali della Camera e del Senato Carmela Auriemma, Vittoria Baldino, Roberto Cataldi, Alfonso Colucci, Felicia Gaudiano, Alessandra Maiorino e Pasqualino Penza.
Red
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