Cronaca

Roma: antimafia sequestra beni per oltre 1 mln a sodali clan Senese e Diabolik

di Emilio Orlando (*)

Scacco al tesoro della criminalità campana trapiantata nella Capitale e legata al clan Senese originario di Afragola. Un’operazione della Procura di Roma ha portato al sequestro di beni per un valore superiore al milione di euro, colpendo alcune figure ritenute vicine alla criminalità organizzata capitolina. Tra i principali interessati figurano Angelo Senese, fratello del noto boss soprannominato ‘O Pazz’, ed Ettore Abramo, detto ‘Pluto’, già vicino a Fabrizio Piscitelli, alias ‘Diabolik’, ex leader degli Irriducibili assassinato il 7 agosto 2019 al Parco degli Acquedotti.

 

Il blitz è stato condotto dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e dai reparti territoriali, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha emesso un decreto urgente di sequestro preventivo. La misura si inserisce in una strategia più ampia di contrasto ai patrimoni illeciti, sfruttando la cosiddetta confisca allargata, strumento che permette di aggredire beni giudicati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati dagli indagati. I sequestri riguardano persone già arrestate il 5 dicembre 2025 nell’ambito di un’operazione che aveva coinvolto quattordici indagati accusati di reati gravi, tra cui tentato omicidio, traffico di droga, estorsioni, porto abusivo di armi e sequestri di persona aggravati dal metodo mafioso. Oltre ai nomi citati, nell’inchiesta figurano anche Girolamo Finizio, i fratelli Alvise e Leopoldo Cobianchi e Kevin Di Napoli. Le indagini economico-finanziarie successive agli arresti hanno evidenziato una netta discrepanza tra i beni posseduti dagli indagati – e dai loro familiari – e i redditi ufficiali dichiarati.

 

Questo ha rafforzato ulteriormente il quadro probatorio, portando al sequestro di tre automobili, una moto, venti orologi di lusso, diversi rapporti bancari e due cassette di sicurezza, per un valore complessivo stimato superiore al milione di euro. Durante l’esecuzione del provvedimento, sono stati inoltre individuati conti correnti riconducibili alla moglie di Angelo Senese e sette orologi di pregio del valore di circa 150.000 euro custoditi in una cassetta di sicurezza a nome di Marco Baiocchi, anch’egli indagato. Le indagini, che hanno portato agli arresti prima e al sequestro di oggi, sono iniziate nell’aprile del 2023, quando Daniele Salvatori, detto ‘Bove’, aveva estorto un orologio da 30.000 euro a una persona legata alla cricca criminale romana, scatenando pochi giorni dopo una sparatoria a piazza Montecastrilli. Successivamente, Bove avrebbe prelevato un secondo orologio del valore di 18.000 euro e 5.000 euro in contanti a un gioielliere, sostenendo di agire per conto di Ettore Abramo e del clan Senese. La gioielleria, controllata di fatto dai Di Lauro, ha subito chiesto il risarcimento, arrivando a pretendere 200.000 euro.

 

Il tentativo di ritorsione nei confronti di Bove ‘smascherò’ le dinamiche interne del gruppo, costituite da minacce e pressioni da parte dei Senese per recuperare la somma, seguite dall’abbandono di Abramo e dei suoi complici, intimoriti dai Di Lauro. L’ordine di consegnare Salvatori ai camorristi – intercettato dai carabinieri – venne sventato dagli investigatori, che intervennero e bloccarono il piano di ritorsione, arrestando alcuni degli esecutori.

(*) La Presse

 

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