di Michele Rutigliano (*)
Negli ultimi anni Roma ha vissuto una stagione amministrativa che molti osservatori definiscono di “ricostruzione civica”. Quando nel 2021 l’attuale sindaco Roberto Gualtieri ha assunto la guida del Campidoglio, la città usciva da una fase complessa: problemi strutturali nella gestione dei rifiuti, trasporti pubblici in difficoltà, infrastrutture urbane deteriorate e un diffuso senso di sfiducia dei cittadini verso la capacità amministrativa della capitale. A distanza di cinque anni il quadro appare profondamente mutato. Pur con criticità ancora presenti — inevitabili in una metropoli di quasi tre milioni di abitanti — Roma ha intrapreso un percorso di riqualificazione urbana, riorganizzazione dei servizi e rilancio internazionale che ha restituito alla città una nuova credibilità istituzionale. Il banco di prova più significativo è stato il Giubileo del 2025, affrontato con una macchina organizzativa che ha mostrato una capitale più efficiente e accogliente.
Dalla stagione delle emergenze al ritorno della programmazione
La Roma ereditata dalla precedente amministrazione era segnata da emergenze croniche. Tra queste, la gestione dei rifiuti e la manutenzione urbana rappresentavano i problemi più evidenti. Negli ultimi anni, invece, l’amministrazione capitolina ha puntato su un approccio più strutturale: riorganizzazione del servizio di raccolta, potenziamento dei mezzi e investimenti sugli impianti. L’azienda municipale dei rifiuti ha rafforzato il proprio organico con circa 1.500 nuovi addetti, ha rinnovato gran parte della flotta con circa 2.000 mezzi e ha sostituito oltre 55.000 cassonetti sul territorio urbano. Parallelamente è cresciuta la raccolta differenziata, arrivata intorno al 50%, dopo anni di stagnazione. Si tratta di numeri che non risolvono definitivamente il problema, ma che indicano una direzione di cambiamento rispetto alla stagione precedente, quando la gestione dei rifiuti era diventata uno dei simboli del declino amministrativo della capitale.
Cantieri, mobilità e nuova qualità urbana
Il quinquennio è stato caratterizzato anche da una vasta stagione di cantieri e interventi infrastrutturali. Uno degli obiettivi principali è stato quello di rinnovare la rete dei trasporti pubblici e migliorare la mobilità urbana. Tra le iniziative più significative vi è il piano di rinnovo della flotta degli autobus: entro il 2026 Roma potrà contare su oltre mille nuovi mezzi tra elettrici, ibridi e a metano, con una riduzione significativa dell’età media dei veicoli e delle emissioni inquinanti. Accanto alla mobilità, numerosi interventi hanno riguardato l’arredo urbano e la riqualificazione degli spazi pubblici: nuove piazze, restauro di aree monumentali, rifacimento di centinaia di chilometri di strade e pedonalizzazioni in alcune zone centrali della città. Questi interventi hanno contribuito a migliorare non solo l’immagine di Roma, ma anche la qualità della vita dei cittadini.
Il Giubileo 2025 e la prova della grande capitale
Il momento simbolico di questo ciclo amministrativo è stato senza dubbio l’organizzazione del Giubileo del 2025, un evento che ha riportato Roma al centro della scena internazionale. Per l’Anno Santo sono stati mobilitati investimenti pubblici superiori a un miliardo di euro destinati a infrastrutture, servizi e accoglienza dei pellegrini. Durante l’anno giubilare la città ha accolto oltre trenta milioni di visitatori e pellegrini, confermando la propria capacità di gestire eventi globali di grande complessità. Cantieri strategici, come la riqualificazione di piazza Pia e la creazione di nuovi percorsi pedonali tra Castel Sant’Angelo e San Pietro, hanno lasciato alla città un’eredità permanente in termini di infrastrutture e spazi urbani rinnovati.
Il valore politico del buon governo
Al di là dei singoli interventi, il quinquennio amministrativo guidato da Gualtieri sembra aver restituito alla capitale un principio fondamentale della vita democratica: il valore del buon governo. Quando una città funziona meglio — quando i servizi pubblici migliorano, quando le infrastrutture vengono rinnovate e quando l’amministrazione dimostra capacità di programmazione — cresce anche la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Ed è proprio questa fiducia che rappresenta il primo motore dello sviluppo sociale, culturale ed economico. Roma rimane una città complessa, con problemi antichi e sfide ancora aperte. Ma questi cinque anni hanno dimostrato che, con una guida amministrativa stabile e una visione di lungo periodo, anche la capitale più difficile d’Europa può tornare a trasformarsi. In fondo, la storia millenaria di Roma lo ricorda continuamente: il progresso delle città nasce quasi sempre dalla qualità del loro governo.
(*) Giornalista
