di Emilio Orlando (*)
Blitz della Guardia di Finanza negli studi di Cinecittà. Questa mattina gli investigatori del nucleo di polizia economico-finanziaria sono entrati negli uffici per acquisire documenti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Roma sui finanziamenti pubblici al cinema e sul sistema tax credit. L’accesso ha riguardato in particolare gli uffici della società di produzione The Apartment Srl, controllata dal gruppo Fremantle. Gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno raccolto atti e documentazione relativi al film ‘Queer’ e alla serie televisiva ‘M’ e ‘Il figlio del secolo’. L’attività investigativa rientra in un filone d’indagine coordinato dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e mira a verificare la correttezza dell’utilizzo dei crediti fiscali destinati alle produzioni audiovisive. Al centro degli accertamenti vi sarebbero presunte ipotesi di truffa legate alla richiesta e all’ottenimento dei contributi pubblici. Non si tratta della prima inchiesta negli ambienti del cinema italiano. Nei mesi scorsi la Guardia di Finanza aveva già acquisito documentazione su altre produzioni realizzate dalla società Wildside: ‘Finalmente l’alba’, ‘Siccità’ e ‘Immensità’. Un’indagine che punta a ricostruire l’intera filiera dei finanziamenti e a verificare eventuali irregolarità nella rendicontazione dei costi sostenuti. Da Cinecittà è arrivata una nota ufficiale che sottolinea la piena collaborazione con gli inquirenti. “Questa mattina, nell’ambito del filone di indagine risalente al periodo 2022-2023, la Guardia di Finanza si è presentata presso la nostra sede per acquisire documentazione necessaria ad accertamenti. Cinecittà ha come sempre garantito la massima, piena e utile collaborazione”, si legge nel comunicato diffuso dalla società.
Il blitz però ha anche riacceso confronto politico sul tema dei finanziamenti pubblici al mondo delle produzioni cinematografiche. Il Movimento 5 Stelle parla di “dato preoccupante ma non sorprendente”. “Sono mesi che denunciamo le ombre sull’amministrazione e sulla gestione di un patrimonio del cinema e della cultura italiana”, ha dichiarato il deputato Gaetano Amato. Secondo l’esponente pentastellato, Cinecittà sarebbe “sempre più in declino da quando a gestirlo ci sono gli amici di Giorgia Meloni”. Per questo il M5S chiede che il ministro della Cultura Alessandro Giuli riferisca con urgenza in commissione parlamentare. L’inchiesta è ancora nelle fasi preliminari e al momento non risultano indagati.
(*) La Presse
