Interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale. Non abbiamo colpe per le conseguenze economiche
“È in questo il contesto di crisi attuale del sistema internazionale, nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano. Un intervento a cui, lo dico subito, a scanso di ogni equivoco, l’Italia non prende parte e non intende prendere parte“. “La crisi in Medio Oriente con i suoi effetti investe direttamente la sicurezza, l’economia, gli interessi italiani ed europei. Una crisi complessa, certamente tra le più complesse degli ultimi decenni, che ci impone di agire con lucidità e serietà. Non c’è un Governo complice di decisioni altrui, né tantomeno un Governo isolato in Europa e nemmeno un Governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere su cittadini, famiglie e imprese. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia di un impegno che non abbiamo mai smesso di portare avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi dieci giorni, affrontando la crisi con estrema cautela, in stretto raccordo con i nostri partner europei e in costante contatto con i leader del Medio Oriente e del Golfo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato sul prossimo Consiglio europeo e sull’evoluzione della crisi in Medio Oriente.
Appello Meloni, crisi impone serietà, serve compattarsi
“La crisi in Medio Oriente con i suoi effetti investe direttamente la sicurezza, l’economia e gli interessi italiani ed europei. Una crisi complessa, tra le più complesse degli ultimi decenni, che ci impone di agire con lucidità e serietà. E io mi auguro sinceramente che possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Colleghi, qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare, non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno un governo isolato in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere su cittadini, famiglie e imprese – sottolinea la premier -. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia di un impegno che non abbiamo mai smesso di portare avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi dieci giorni, affrontando la crisi con estrema cautela in stretto raccordo con i nostri partner europei e in costante contatto con i leader del Medio Oriente e del Golfo, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari sul piano politico-diplomatico, su quello militare della sicurezza e su quello economico interno”. “Qui c’è il governo italiano, chiamato suo malgrado ad affrontare uno dei tornanti più complessi della storia recente – prosegue Meloni -. E preferiremmo non doverlo fare da soli. Intendo dire che è sempre auspicabile nelle fasi più difficili della storia che una nazione democratica come la nostra sappia compattarsi, intorno alla difesa dei propri interessi nazionali. Ma non lo dico guardate per proporre una sorta di unanimismo peloso per tentare di neutralizzare la voce delle opposizioni. Lo dico perché è uno scenario come questo impone alle classi dirigenti, a tutte le classi dirigenti, responsabilità, lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni alla rapidità degli eventi. E perché in altri tempi, in un altro ruolo, e quello che ho fatto io e che ha fatto il partito che guido, quando da leader dell’unica forza politica di opposizione al governo Draghi non esitai a schierarmi con un governo che politicamente contrastavo senza sconti, nelle ore drammatiche dell’aggressione russa all’Ucraina. Significa che si può fare senza rinunciare a nulla della propria identità politica e della propria alterità. Mi auguro che lo spirito di questo appello possa essere raccolto e che l’Italia possa parlare nelle prossime settimane con una sola voce, ma voglio allo stesso tempo rassicurare gli italiani sul fatto che anche se questo non dovesse verificarsi, il governo continuerà ad affrontare la crisi e a rappresentare l’Italia con autorevolezza, serietà e abnegazione, come sempre abbiamo fatto fin dall’inizio del nostro mandato”.
Ue: Meloni, no debolezze a ambiguità, in mondo che non fa sconti rischia irrilevanza
“Quando andrò a Bruxelles la settimana prossima lo farò per rivendicare con orgoglio ciò che l’Italia può e deve fare, per sé stessa e per l’Europa. Perché le crisi di oggi non ammettono né debolezze né ambiguità: o l’Europa trova il coraggio di difendere i propri confini, la propria libertà e il proprio benessere, o è destinata all’irrilevanza. In un mondo che non fa sconti a nessuno. Per quello che ci riguarda – aggiunge la premier – abbiamo scelto da che parte stare. Dalla parte del realismo contro l’ideologia, delle soluzioni contro i proclami, dell’orgoglio nazionale contro le tifoserie”. “Noi seguiamo sempre e solo lo stesso obiettivo, ci schieriamo sempre e solo con un unico interesse: che è quello dell’Italia – conclude Meloni -. Una grande Nazione, che ha le radici nel Mediterraneo, la testa in Europa e il cuore con l’Occidente. Lo facciamo con orgoglio e determinazione, ogni giorno. E a maggior ragione intendiamo farlo con determinazione in questo tempo molto difficile”.
Medioriente: Meloni, sentito Netanyahu, Italia contro escalation in Libano
“Merita un accenno anche la delicata situazione in Libano, dove purtroppo abbiamo assistito nuovamente alla decisione scellerata di Hezbollah di trascinare l’incolpevole popolo libanese in una nuova guerra con Israele. Ho sentito, nei giorni scorsi, il Primo Ministro Netanyahu, al quale ho ribadito la contrarietà dell’Italia a qualunque escalation, fermo restando il diritto di Israele di rispondere agli attacchi di Hezbollah”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Esprimiamo la nostra condanna per le vittime civili, tra i quali il sacerdote Pierre Rai, e la nostra solidarietà alle comunità locali costrette ad abbandonare le loro case, tra le quali le comunità cristiane di alcuni villaggi del Libano meridionale scortate in sicurezza dai nostri militari – evidenzia la premier -. Allo stesso modo, in Libano, come sapete, sono presenti oltre mille soldati italiani all’interno della missione delle Nazioni Unite Unifil. Si tratta di una missione che, sotto comando italiano, ha un mandato cruciale, quello di sostenere la sovranità, l’integrità territoriale e la stabilità del Libano. Per questo, la sicurezza del personale di Unifil deve essere garantita in ogni momento. È una richiesta specifica che reiteriamo ad Israele e siamo estremamente preoccupati dall’attacco che ha colpito nei giorni scorsi il contingente ghanese della missione”. “Ai feriti e alle autorità di Accra va tutta la nostra solidarietà. Anche perché in Libano, con il Presidente Aoun e con il Primo Ministro Nawaf, assistiamo alla volontà concreta di porre fine a questo ciclo insensato di violenza, affermando finalmente il monopolio dello Stato sulle armi e lavorando per il disarmo di Hezbollah. È uno sforzo che dobbiamo sostenere, e sul quale l’Italia, che gioca un ruolo centrale nel sostegno internazionale alle Forze Armate Libanesi, è protagonista. Senza, ovviamente, dimenticare il ruolo difficile, ma importante, che i nostri militari continuano a svolgere con coraggio nel Libano meridionale”, conclude Meloni.
Energia: Meloni, sistema Ets gonfia prezzi, subito stop per termoelettrico
“Piaccia o no, in molte nazioni europee una parte rilevante del costo dell’energia è legato, direttamente o indirettamente, al sistema europeo di tassazione del carbonio, il cosiddetto Ets. Un sistema che necessita di una revisione per correggere una serie di meccanismi che oggi – in un significativo numero di Stati membri, Italia inclusa – gonfiano artificialmente il prezzo dell’elettricità, con punte che, per la nostra Nazione, toccano i 30 euro per MwH, un quarto dell’intero costo dell’elettricit”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Gli Ets sono di fatto una ‘tassa’ voluta dall’Europa che dovrebbe gravare solo sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile, ma finisce per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche quelle rinnovabili, che questa ‘tassa’ non la pagano – spiega la premier -. Con lo scoppio della crisi in Medio Oriente, il tema dei prezzi dell’energia ha evidentemente assunto ancora maggiore rilevanza ed è per questo che, a livello europeo, stiamo anche chiedendo, in attesa proprio di questa necessaria revisione annunciata per la seconda metà di quest’anno, di sospendere urgentemente l’applicazione dell’Ets alla produzione di elettricità da fonti termiche, cioè dal termoelettrico”. “Si tratta di un provvedimento che serve subito – aggiunge – e almeno fino a quando i prezzi globali delle fonti energetiche fossili non torneranno sui livelli precedenti alla crisi in Medio Oriente”.
Migranti: Meloni, ok Ue a Cpr Albania ma temo non cesseranno revoche trattenimenti
“Anche in questo Consiglio Europeo torneremo a parlare di immigrazione. Oggi come mai c’è ampio consenso tra gli Stati membri sulla linea politica da seguire in ambito migratorio, tanto a livello di legislazione interna che di dimensione esterna. Sono particolarmente fiera del fatto che stia prendendo corpo un pacchetto di norme importantissime che l’Italia ha fortemente voluto e sostenuto lavorando per costruire su di esse il più ampio consenso possibile. In sostanza oggi l’Europa ci dice chiaramente che il Governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania, proprio perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è pienamente in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo – attacca la premier – che per alcuni non basterà neanche questo, e che non cesseranno le ordinanze di revoca dei trattenimenti in Albania. Come accaduto nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo e, è molto desolante doverlo raccontare, violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale. Decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buon senso”. “Ma voglio dirlo chiaramente: nel pieno rispetto della Costituzione, noi continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per rispettare la volontà popolare di combattere l’immigrazione illegale e garantire la sicurezza ai cittadini”, conclude Meloni.
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