Cronaca

Roma: procura apre inchiesta su esplosione casolare, disposta autopsia. C’è la pista anarchica

La procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d’inchiesta sull’esplosione del ‘Casale del Sellaretto’ a Capannelle nel Parco degli Acquedotti a Roma, dove sono morti Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone, due appartenenti al movimento anarchico vicino ad Alfredo Cospito, durante la movimentazione di un ordigno esplosivo ad alto potenziale. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dal pool di magistrati che si occupano di terrorismo. Per il momento il fascicolo è senza indagati. Nel pomeriggio una prima informativa è arrivata negli uffici della procura a piazzale Clodio. Secondo quanto apprende LaPresse, una delle due vittime presentava diverse ustioni sul braccio. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia. Secondo quanto apprende LaPresse . In merito al crollo del casolare nel Parco degli Acquedotti a Roma, tra le ipotesi al vaglio degli investigatori della Digos di Roma e dei vigili del fuoco, ci sarebbe anche quella che le vittime stessero fabbricando un ordigno artigianale. Una delle due vittime aveva praticamente scritto tutta la sua avversità nei confronti dello Stato, in un recente processo a Roma: “Sono anarchica. Come anarchica sono nemica di questo Stato come d’ogni altro Stato, dal momento in cui questo nella sua essenza presuppone l’esercizio del potere militare ed economico di alcuni uomini e donne su altre persone e sul pianeta in generale. Sono nemica di ogni forma di governo di cui questo si dota, dal momento in cui la scelta tra democrazia e dittatura è solo quella più funzionale a mantenere il controllo sulla popolazione o per essere più precisi: sulla classe oppressa. Odio l’attuale ordine esistente e chi lo detiene pertanto credo nella giustezza della violenza degli oppressi avverso le proprie catene ed avverso chi le stringe”. È un passaggio della dichiarazione che Sara Ardizzone lesse in aula nel corso dell’udienza preliminare dell’inchiesta Sibilla, chiusa il 15 gennaio 2025 per ‘non luogo a procedere’ in merito al giornale di area anarchica ‘Vetriolo’. “Vedere un anarchico, in questo mio processo coindagato, in 41 bis (Alfredo Cospito ndr) non è un deterrente alla convinzione nelle mie idee anzi è un rafforzativo. Mi convince sempre di più della vostra ipocrisia, mi convince sempre di più che, al di là dell’ingiustizia del 41 bis nella sua posizione specifica, il 41 bis in generale è tortura”, le parole di Ardizzone.
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