Per Roma Capitale un caso emblematico dell’applicazione delle norme IMU che non trova riscontro in altre grandi città italiane.
La città di Roma possiede un ampio numero di impianti sportivi iscritti come immobili al patrimonio indisponibile dell’Amministrazione Capitolina, gestiti da Enti Associativi locali, quali le Società e Associazioni Sportive Dilettantistiche in base al vigente Regolamento comunale (Deliberazione Assemblea Capitolina n. 186/2023).
Si tratta di un servizio pubblico sportivo essenziale del Comune di Roma in favore della cittadinanza, offerto a seguito dell’obbligo regolamentare a quote calmierate.
Il Presidente della X Commissione Capitolina Permanente “Sport, Benessere e Qualità della Vita”, Prof. Ferdinando Bonessio, ha inviato una lettera ufficiale alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Ministro dello Sport Andrea Abodi, ai membri delle Commissioni Cultura di Camera e Senato e ad alcuni Parlamentari che conoscono bene la realtà del settore sportivo a Roma, per segnalare una grave emergenza legata all’applicazione dell’IMU ai soggetti gestori degli impianti sportivi di proprietà di Roma Capitale.
La missiva rende noto l’invio di oltre 70 comunicazioni di “Contraddittorio Preventivo” da parte della Ragioneria Generale di Roma Capitale, preludio all’emissione di accertamenti IMU per gli anni 2019-2021, con sanzioni e interessi che in alcuni casi raggiungono centinaia di migliaia di euro.
Secondo la Divisione Entrate, la disponibilità degli impianti da parte dei gestori configurerebbe un’attività commerciale il che, oltre a una soggettiva interpretazione di normative nazionali e riferimenti giurisprudenziali, li rende soggetti passivi del tributo IMU.
Tuttavia, i gestori, tutti soggetti costituiti come ASD/SSD non a scopo di lucro e iscritte al RASD, contestano fermamente questa interpretazione.
Il Presidente Bonessio sottolinea come nessun altro grande Comune italiano applichi l’IMU con la stessa rigidità e chiede un intervento chiarificatore legislativo urgente, a partire dalla revisione dell’art. 3, punto 2 del D.Lgs. 504/1992, per chiarire l’esenzione dal tributo per gli enti gestori senza scopo di lucro.
La richiesta dell’IMU, con sanzioni fino al 100% per omessa dichiarazione e interessi di mora, rischia di compromettere la sostenibilità economica della gestione, con gravi ripercussioni sui servizi offerti ai cittadini e sulla manutenzione delle strutture stesse.
«Serve un’azione sinergica e tempestiva – conclude Bonessio – l’Assemblea Capitolina si adopererà per fare la propria parte, ma bisogna evitare una crisi che avrebbe ripercussioni non solo su Roma, ma sull’intero sistema sportivo nazionale.»
