Cronaca

Roma: vertice nella Capitale e a Torino in indagine su società Mauro Caroccia

di Emilio Orlando (*)

Un doppio fronte investigativo si apre tra Roma e Torino attorno a una vicenda che intreccia affari, politica e presunti legami con ambienti della criminalità organizzata legata alla nuova camorra organizzata, che negli anni ’80 si stabilì nella capitale dopo la guerra tra clan in Campania. I magistrati della Direzione distrettuale antimafia della capitale hanno affidato al Nucleo valutario della Guardia di Finanza una serie di approfondimenti su operazioni ritenute sospette, in particolare sulla provenienza dei fondi utilizzati per fondare una società e per acquisire alcune attività riconducibili alla famiglia Caroccia. Al centro degli accertamenti vi è anche una società attiva nel settore della ristorazione formalmente intestata alla figlia di Mauro Caroccia, già condannato in via definitiva per intestazione fittizia con l’aggravante mafiosa. Il nome dell’imprenditore era emerso in precedenti indagini legate a un clan vicino al boss Michele Senese, originario di Afragola in Campania. Gli inquirenti vogliono ora chiarire, tra l’altro, le modalità con cui le quote societarie sarebbero state trasferite alla giovane, appena maggiorenne all’epoca dei fatti, e verificare eventuali flussi di denaro in contanti. Approfondimenti in corso anche per verificare i ruoli nella vicenda di mediatori della compraventita e delle acquisizioni delle quote societarie e dell’azienda che venne rilevata. Parallelamente, a Torino si è tenuto un vertice investigativo tra Guardia di Finanza e Direzione distrettuale antimafia, alla presenza del procuratore capo Giovanni Bombardieri. L’incontro ha riguardato lo sviluppo dell’indagine già avviata dalla procura di Roma sulla società ‘Le 5 forchette’, costituita davanti ad un notaio di Biella nel 2024. Tra i soci figuravano, oltre alla figlia di Caroccia, anche esponenti politici di rilievo. Tra questi Andrea Delmastro, che ha rassegnato oggi le dimissioni da sottosegretario alla Giustizia, ed Elena Chiorino, insieme ad altri rappresentanti di Fratelli d’Italia. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire i rapporti societari, i passaggi di denaro e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti. Il faro dell’antimafia sarebbe puntato anche su alcuni finanziamenti soci che secondo chi indaga sarebbero stati corrisposti in contanti sopra la soglia dell’antiriciclaggio. Accertamenti questi su cui le due procure hanno delegato i finanzieri.
(*) La Presse

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