Le esercitazioni militari congiunte, tra Stati Uniti e Turchia in corso nel Mar Nero, “è ovvio a tutti che sono anti – russe. Si svolgono proprio ai confini del nostro Paese, vicino alla costa del Mar Nero, minacciando la pace e la stabilità.
Sembra che la Sesta flotta americana sia impaziente di trovare un nemico”, ma non ci riuscirà. Lo afferma, in conferenza stampa, la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, citata dall’agenzia Tass.
“Le dichiarazioni, dei funzionari del Pentagono e del dipartimento di Stato Usa” in merito all’ iniziativa di Washington e Ankara – spiega dunque Maria Zakharova -, sono suonate in modo provocatorio.
La Casa Bianca dice che vuole rafforzare, con gli alleati, la sicurezza dell’Europa.
L’amministrazione, guidata da Joe Biden, avrebbe raggiunto meglio però tale scopo – a parere dell’ esponente del dicastero del governo guidato da Vladimir Putin – spingendo Kiev a rispettare gli accordi, sottoscritti a Minsk, che hanno portato alla cessazione di buona parte delle ostilità, col Cremlino, nella regione del Donbass.
