Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver preso il controllo di un avamposto di Hamas a Gaza durante i combattimenti della notte scorsa. In un post su X l’Idf afferma che l’avamposto era dotato di “posti di osservazione, strutture di addestramento per terroristi e tunnel”. Nell’operazione “sono stati eliminati numerosi terroristi”. L’IDF ha anche annunciato che nelle ultime 24 ore i suoi aerei hanno attaccato “circa 450 obiettivi… inclusi complessi militari, posti di osservazione, postazioni anticarro”. Nella giornata di domenica, Israele aveva dichiarato di aver “circondato” Gaza City. La Difesa israeliana fa anche sapere di aver eliminato comandanti di Hamas e ha colpito oltre 450 obiettivi nella Striscia nelle ultime 24 ore. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui i soldati “hanno preso il controllo di un compound militare di Hamas con posti di osservazione, aree di addestramento per gli operativi e tunnel uccidendo numerosi terroristi”. Tra i comandanti colpiti vi è Jamal Mussa, “responsabile delle operazioni speciali di sicurezza di Hamas. Nel 1993 Mussa condusse un attacco a fuoco contro soldati israeliani di pattuglia nella Striscia”. Inoltre sono stati uccisi comandanti di Hamas durante le battaglie sul campo. Ma va detto che sono almeno 47 le vittime di un bombardamento israeliano sul campo per rifugiati di Al-Maghazi, nella fascia centrale della Striscia di Gaza, a sud di Gaza City: lo ha riferito il locale ministero della Sanità.
Secondo l’esercito di Tel Aviv, dal 7 ottobre nella regione palestinese sono stati colpiti oltre 2.500 “obiettivi”. Stando al locale ministero della Sanità, le vittime di quattro settimane di raid, per la grande maggioranza civili, donne e bambini, sono oltre 9mila.
Tappa in Turchia per il segretario di stato americano Antony Blinken: in primo piano il nodo di un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, chiesto più volte da Ankara, che ha definito Hamas “movimento di liberazione” e ha richiamato in patria il proprio ambasciatore presso Israele.
Una scelta, quest’ultima, comunicata nel fine-settimana. Il richiamo del diplomatico, Sakir Ozkan Torunlar, è stata motivata dal ministero degli Esteri turco con “la tragedia umanitaria in corso a Gaza, causata dai continui attacchi contro i civili da parte di Israele e dal rifiuto di Israele di accettare una tregua”.
Finora Blinken ha detto di sostenere “pause umanitarie” nei raid, con l’idea che possano permettere la fornitura di aiuti alla popolazione palestinese. Il primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, ha però ribadito che non ci sarà alcun cessate il fuoco finché Hamas non libererà tutti gli oltre 230 ostaggi catturati durante gli assalti del 7 ottobre e tuttora detenuti nella Striscia. Il dipartimento di stato americano ha riferito che Blinken arriverà in Turchia dalla Giordania.
aggiornamento l’attacco a Israele ore 10.37
