Cronaca

Salute: gioco d’azzardo e adolescenti, i numeri della dipendenza

di Lorenzo Sorrentino
(LaPresse) – Il 44,8% degli studenti italiani di 15-16 anni ha giocato d’azzardo nell’ultimo anno: è il doppio della media europea. La quota di minori che gioca online è peraltro raddoppiata negli ultimi sei anni, passando dal 20 al 40%. È l’associazione no-profit Gioco responsabile a fornire una panoramica di certo poco rassicurante sulla ludopatia minorile in Italia. Come un numero crescente di aspetti della vita, anche il gioco d’azzardo si è spostato online. E assume spesso forme ibride, a metà videogame e azzardo. È il caso delle loot box: paghi con soldi veri per aprire un pacco a sorpresa nel videogioco, un meccanismo non troppo diverso da quello delle slot machine, con la stessa scarica di dopamina e la voglia di tentare un’altra volta la sorte. Poi ci sono streamer e influencer che giocano a poker online, aprono loot box in diretta, mostrano vincite clamorose. Raramente mostrano le perdite. Il messaggio implicito è che si può guadagnare facilmente, che è normale, che è divertente. Da non sottovalutare i gruppi Telegram, che promettono pronostici infallibili sulle partite o combinazioni segrete per vincere alle slot. Un’euforia improvvisa, alternata a irritabilità o apatia, potrebbe segnalare una dipendenza dal gioco. Così come la tendenza all’isolamento – perché la vita sociale si sposta sempre più online, richieste frequenti di denaro o calo del rendimento scolastico, perché la testa è sempre alla ‘prossima giocata’. Chi è a più a rischio di sviluppare una dipendenza dal gioco? Se uno o entrambi i genitori giocano, il rischio raddoppia, perché il gioco viene normalizzato come comportamento adulto. Incidono anche un reddito familiare basso o vicino alla soglia di povertà, che porta a vedere il gioco non più come passatempo ma come una via d’uscita.
Occhio anche alla scarsa educazione finanziaria, che può portare a considerare ogni vincita come un guadagno e non saper calcolare le perdite reali. Gioco responsabile lancia un appello ai genitori.
“Evitate lo scontro frontale, che raramente funziona. Meglio la ‘curiosità non giudicante’, affrontando l’argomento in maniera laterale. L’obiettivo non è ottenere una confessione, ma far capire al ragazzo che puoi aiutarlo a uscire da un labirinto. E che non lo stai punendo per esserci entrato”.

Related posts

Sequestro di oltre 860 mila euro nella disponibilità di un soggetto albanese sconosciuto al fisco

Redazione Ore 12

Droga, rotta della ‘Ndrangheta dal Sudamerica interrotta dalla Guardia di Finanza

Redazione Ore 12

La Polizia di Stato di Chieti recupera beni di interesse storico, tra cui diverse monete, fibule e ditali, risalenti a periodi che vanno dal I secolo a.C. al medioevo

Redazione Ore 12