Medicina

Salute: la natura può rafforzare benessere e capacità cognitive, la ricerca

di Lorenzo Sorrentino (*)

La natura non serve solo a recuperare dallo stress, ma può anche rafforzare benessere e capacità cognitive anche quando non siamo affaticati. È quanto suggerisce una revisione pubblicata sul Journal of Environmental Psychology dai ricercatori del Max Planck Institute for human development, che evidenzia una lacuna nella letteratura scientifica sul rapporto tra ambiente e salute mentale. Finora la maggior parte degli studi si è concentrata sugli effetti “riparativi” della natura, cioè sulla sua capacità di favorire il recupero dopo stress, stanchezza mentale o emozioni negative. Ma, analizzando 54 studi per un totale di 61 esperimenti, i ricercatori hanno osservato che sono molto pochi quelli che hanno valutato se il contatto con gli spazi verdi possa migliorare attenzione, umore e benessere anche partendo da una condizione neutra, senza un precedente stato di affaticamento.

“L’analisi suggerisce che potremmo aver trascurato un meccanismo fondamentale, cioè che la natura può anche migliorare il funzionamento umano in assenza di fattori di stress”, spiega Johanna Prugger, prima autrice dello studio e ricercatrice del Centro per le neuroscienze ambientali del Max Planck Institute for human development. “Per anni la psicologia ambientale si è concentrata su come la natura aiuti le persone a riprendersi da stress o stanchezza”. La revisione mostra un forte squilibrio nella ricerca: 45 studi hanno analizzato gli effetti di recupero dopo lo stress, mentre soltanto 8 hanno esaminato la capacità della natura di rafforzare risorse cognitive ed emotive senza un precedente esaurimento. Sebbene il numero sia limitato e richieda cautela nell’interpretazione, questi studi hanno riportato in modo costante benefici sull’attenzione e, nella maggior parte dei casi, anche sul benessere emotivo.

“Stiamo iniziando a capire come la natura influisca sulle persone”, osserva Simone Kühn, direttrice del Centro per le neuroscienze ambientali. “Finora la ricerca si è concentrata soprattutto sul ruolo della natura come spazio di recupero. I futuri studi dovrebbero verificare se la natura possa anche rafforzare le risorse delle persone e renderle più resilienti agli stress nel lungo periodo”.

Secondo gli autori, questi risultati potrebbero avere ricadute pratiche nella progettazione delle città. Se gli spazi verdi non favoriscono soltanto il recupero dallo stress ma contribuiscono anche a migliorare concentrazione, autoregolazione e resilienza mentale, la loro presenza in contesti urbani, scolastici e lavorativi assume un’importanza ancora maggiore.

(*) La Presse

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