di Margherita Lopes (*)
Roma, 21 lug. (LaPresse) – Oltre un milione e seicentomila visite ed esami diagnostici in più garantiti entro i tempi di attesa. Un numero che ‘fotografa’ i progressi sul fronte delle liste d’attesa registrati nel primo semestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno dal Servizio Sanitario Nazionale. Il dato emerge dal primo Bollettino trimestrale sull’andamento delle liste di attesa predisposto da Agenas, dopo la presentazione della nuova Piattaforma nazionale per il monitoraggio delle Liste di Attesa, che consente di seguire – mese per mese e Regione per Regione – l’andamento dei tempi di attesa per 14 tipologie di prime visite e 22 accertamenti diagnostici. “Credo che la strada che abbiamo intrapreso sia quella giusta: abbiamo instaurato una sana competizione tra le Regioni”, commenta il ministro della Salute Orazio Schillaci, a margine dell’inaugurazione del rinnovato Museo dell’Istituto superiore di sanità. “Il dato che mi piace di meno è la disuguaglianza nell’offerta e nella presa in carico dei vari pazienti tra le Regioni. Su questo dobbiamo ancora lavorare”, aggiunge il ministro. “Credo però che misurare ciò che avviene nella sanità pubblica e nelle liste d’attesa sia importante, perché abbiamo lo strumento che ci permette id migliorare”. “Passo dopo passo, pur con criticità ancora presenti ma anche con risultati incoraggianti, stiamo iniziando a governare le liste d’attesa con i dati, la conoscenza e il dialogo con le Regioni. Lo stiamo facendo garantendo trasparenza al processo, non solo attraverso la nuova Piattaforma nazionale, ma da oggi anche con un Bollettino periodico, che dà evidenza dei risultati raggiunti e di ciò che si può e si deve migliorare”, commenta il Direttore generale di Agenas, Angelo Tanese. Ma vediamo meglio i dati. Dal confronto emerge un aumento delle prenotazioni effettuate, passate da 13,3 milioni nel primo semestre 2025 a 14,9 milioni nel primo semestre 2026. Cresce anche l’offerta di visite ed esami nei fine settimana: erano 330 mila nel primo semestre dello scorso anno e sono 357 mila nei primi sei mesi del 2026. All’incremento della produttività corrisponde un passo avanti nel rispetto dei tempi di garanzia. Le prime visite effettuate entro i tempi previsti salgono infatti dal 76,4% al 78,5%, mentre gli esami diagnostici passano dall’82,8% all’84,6%. Il dato passa da circa 5,8 milioni a 6,6 milioni, con 757 mila prestazioni in più rispetto al primo semestre 2025. Gli esami diagnostici passano invece da 4,7 milioni a 5,5 milioni, pari a 867 mila accertamenti in più eseguiti entro le soglie previste. Complessivamente sono un milione e 624 mila le prenotazioni effettuate rispettando i tempi massimi di attesa previsti per ciascun codice di priorità. Per effetto dell’aumento complessivo dell’attività, cresce lievemente anche il numero assoluto delle prenotazioni effettuate oltre i tempi massimi di garanzia, che passano da 2 milioni e 782 mila a 2 milioni e 811 mila. Di queste, aumentano da 552 mila a 606 mila le prenotazioni effettuate con ritardi contenuti rispetto alla soglia di garanzia. Le altre prenotazioni effettuate oltre i tempi di garanzia restano sostanzialmente stabili in numero assoluti (da 1,47 milioni a 1,44 milioni per le prime visite e da 754 mila a 759 mila per gli esami diagnostici) ma con un minor peso percentuale sul totale delle prestazioni. L’aspetto più rilevante riguarda il miglioramento registrato nelle prestazioni urgenti, da erogare entro tre giorni, e in quelle classificate come “Breve”, che devono essere garantite entro dieci giorni. Ma il miglioramento sul fronte delle liste d’attesa non cancella i gap territoriali. Per le prime visite sette Regioni mantengono livelli elevati di rispetto dei tempi già raggiunti nel 2025, mentre Liguria e Lombardia mostrano progressi significativi. Emilia-Romagna, Piemonte e Provincia autonoma di Bolzano migliorano pur restando sotto la soglia dell’80%. Abruzzo, Sicilia, Sardegna e Provincia autonoma di Trento registrano invece un peggioramento rispetto al primo semestre dell’anno precedente. In cinque Regioni la percentuale di prime visite assicurate entro i tempi resta inferiore al 70%, sebbene in Friuli-Venezia Giulia, Puglia e Umbria emergano segnali di recupero. Per Tanese il bicchiere è mezzo pieno: “Resta ancora molta strada da percorrere, ma oggi disponiamo di strumenti che non avevamo e di un piano di azione chiaro. Nessuna sfida è impossibile se affrontata con metodo, organizzazione e capacità di misurare i risultati”, assicura il manager.
(*) La Presse
