Politica

Sanità: Fimmg, pronti a fare la nostra parte per le Case di Comunità

Sembra quasi di sentire il sospiro di sollievo dei medici di famiglia, dopo i rumor di ieri sul destino della riforma della medicina generale, tanto avversata dai sindacati del settore. “La medicina generale non ha mai fatto mancare il proprio spirito di collaborazione al Paese: dai giorni più duri della pandemia fino a oggi. E adesso, davanti al rischio di una ‘pandeconomia’ che potrebbe derivare dal mancato raggiungimento degli obiettivi legati alle Case della Comunità, vogliamo dire con chiarezza che la nostra parte siamo pronti a farla”, assicurano dalla Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale). I ‘camici bianchi’, sulle barricate da mesi, non ci stanno ad essere additati come anti-sistema.

“Ricordiamo a tutti che i medici di medicina generale sono assimilati al pubblico impiego e che, come ogni lavoratore che opera attraverso risorse pubbliche, condividono il destino economico del Paese. Aprire Case della Comunità che siano realmente funzionali all’assistenza dei cittadini nei tempi previsti non è soltanto un obiettivo di sistema, ma rappresenta anche una garanzia per la tenuta del Servizio sanitario nazionale e conseguentemente per il nostro lavoro”, sottolineano.  “Per questo ribadiamo, come abbiamo sempre fatto, la nostra disponibilità a individuare soluzioni negoziali entro le scadenze previste dal Pnrr, con serietà e senso delle istituzioni”, aggiunge il sindacato di Silvestro Scotti. E se la notizia del ‘congelamento’ della riforma ha il sapore di una vittoria, Fimmg non stappa le bollicine. “Non rivendichiamo vittorie: chiediamo responsabilità condivisa. Confidiamo nella collaborazione delle istituzioni, del Ministero e delle Regioni, affinché si possano garantire tempi rapidi e soluzioni praticabili e sostenibili per i cittadini e per i medici”.

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