Politica

AI: le misure del Miur nello schema di decreto intelligenza artificiale

Le norme di competenza del Ministero dell’Università e della Ricerca sono contenute in tre articoli dello schema di decreto legislativo di adeguamento all’AI Act europeo che traducono in pratica la visione di un’intelligenza artificiale governata dall’uomo e orientata al bene comune attraverso investimenti in conoscenza, competenze, ricerca, trasferimento tecnologico e sperimentazione responsabile.

Le disposizioni affidano al sistema dell’università, della ricerca e dell’alta formazione un ruolo centrale nello sviluppo dell’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale e pongono le basi per uno sviluppo dell’innovazione tecnologica che mantenga la supervisione umana e risponda agli interessi delle persone, delle istituzioni e della collettività. In particolare, le norme di competenza del MUR, su indicazione del ministro Anna Maria Bernini, si muovono lungo due direttrici: da un lato il rafforzamento delle competenze e della formazione sull’intelligenza artificiale, dall’altro la valorizzazione della ricerca, del trasferimento tecnologico e della sperimentazione per favorire lo sviluppo e l’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie.

Istruzione superiore e ricerca punto di riferimento

Il primo articolo di competenza del MUR individua il sistema dell’istruzione superiore e della ricerca come punto di riferimento per la diffusione delle competenze sull’intelligenza artificiale. Università, enti pubblici di ricerca e istituzioni AFAM potranno mettere a disposizione professori, ricercatori e tecnologi per attività di alfabetizzazione, formazione e divulgazione rivolte a cittadini, imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti. La scelta di affidare questo compito al sistema dell’istruzione superiore e della ricerca punta a garantire una formazione qualificata e costantemente aggiornata in un settore caratterizzato da innovazioni rapide e tecnologie sempre più complesse. La norma consente inoltre la collaborazione con ordini professionali, associazioni di categoria e soggetti del terzo settore per la realizzazione di percorsi formativi destinati ai professionisti. Le attività svolte da docenti, ricercatori e tecnologi in questo ambito saranno riconosciute nei percorsi di valutazione e crescita professionale.

Studenti e futuri professionisti pronti ad utilizzare l’Ia in maniera consapevole

La seconda norma punta a fare in modo che studenti e futuri professionisti possiedano gli strumenti necessari per comprendere e utilizzare l’intelligenza artificiale in modo consapevole. Nel rispetto dell’autonomia didattica delle università e delle istituzioni AFAM, vengono introdotti contenuti formativi minimi dedicati all’IA e viene promossa una maggiore integrazione tra discipline diverse. L’obiettivo è favorire una comprensione e un utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale, sia sotto il profilo tecnico sia sotto quello giuridico ed etico. La formazione potrà essere realizzata attraverso insegnamenti dedicati, moduli interdisciplinari, attività integrative, laboratori e tirocini. Particolare attenzione è riservata agli ITS Academy chiamati a intercettare l’evoluzione dell’intelligenza artificiale e delle altre tecnologie emergenti e a tradurla rapidamente in competenze professionali richieste dalle imprese. Per verificare l’effettiva integrazione di queste competenze nell’offerta formativa, il MUR realizzerà un monitoraggio annuale basato su indicatori definiti con il supporto dell’ANVUR. I risultati potranno contribuire alla definizione di incentivi e misure di sostegno per i percorsi formativi che dimostrino maggiore qualità ed efficacia.

Favorire l’incontro tra ricerca, innovazione e sistema produttivo

Il terzo e ultimo articolo punta a favorire il collegamento tra ricerca, innovazione e sistema produttivo. La norma incentiva le collaborazioni tra università, enti di ricerca e imprese per lo sviluppo di competenze e progetti innovativi nel campo dell’IA e rafforza la cooperazione con le Autorità nazionali competenti attraverso accordi dedicati alla promozione e alla gestione degli spazi di sperimentazione normativa previsti dall’AI Act europeo. Per sostenere queste attività viene introdotto uno strumento di mobilità temporanea che consente l’assegnazione di professori, ricercatori, tecnologi e personale specializzato alle Autorità competenti, prevedendo forme di riconoscimento professionale ed economico per il personale che vi partecipa. L’articolo promuove inoltre la co-progettazione e il co-finanziamento di dottorati di ricerca in materia di intelligenza artificiale, la nascita di spin-off universitari e startup innovative e il rafforzamento del ruolo degli ITS Academy come soggetti strategici per il trasferimento tecnologico e la diffusione delle tecnologie emergenti. Infine, il decreto consente al MUR di individuare una rete di centri di riferimento nazionali per supportare le attività di sperimentazione previste dall’AI Act europeo. Non verranno creati nuovi organismi: saranno valorizzate competenze, infrastrutture e laboratori già presenti nel sistema universitario e della ricerca.

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