Esprimo piena solidarietà e condivisione a tutto il personale medico sanitario che oggi è sceso in piazza per chiedere migliori condizioni di lavoro e più tutele.
Così in una nota Dario Nanni, Presidente della Commissione Giubileo di Roma Capitale, sulla mobilitazione nazionale del personale medico del SSN per contestare la manovra finanziaria che conferma riduzioni ai finanziamenti per il settore della sanità.
La protesta di oggi è un segnale forte e chiaro rispetto alle inaccettabili condizioni di lavoro in cui il personale medico sanitario si trova costretto ad operare e di quanto sia urgente intervenire per affrontare le criticità di un sistema sanitario nazionale che rischia di essere messo in ginocchio.
Criticità che riguardano la mancanza di risorse economiche adeguate, l’assenza di presidi di sicurezza all’interno degli ospedali con i conseguenti rischi per il personale di subire violenze e aggressioni e la carenza di personale medico che incide negativamente sulla capacità di garantire le prestazioni sanitarie ai cittadini, anche in considerazione dell’imminente Giubileo che vedrà l’arrivo di milioni di persone alle quali dovranno essere garantiti tutti i servizi essenziali.
A questo vanno aggiunti gli innumerevoli episodi di violenze nei confronti di chi quotidianamente lavora nel mondo della sanità pubblica.
A Roma e nella città metropolitana mancano circa 500 medici di base soprattutto nei quartieri periferici della città, nel Lazio servono circa 6.000 camici bianchi, dati che chiariscono la gravità della situazione e dove andrebbero indirizzate le risorse per la sanità.
Non basta chiedere, come fanno alcuni esponenti politici nazionali e regionali, maggiori risorse per la sanità – conclude Nanni – quando questi esponenti politici chiedono finanziamenti per la sanità dicano chiaramente che quelle risorse che chiedono, servono e vanno utilizzate per la “sanità pubblica” e quindi per assumere medici e infermieri, per incentivare i loro stipendi, per investire su strumentazioni e formazione, per manutenere gli ospedali e per aumentare la sicurezza dei lavoratori del settore sanitario.
