Politica

Sanità: Schillaci, riforma medici di famiglia non sarà calata dall’alto

“I medici di famiglia sono sempre meno. La professione ha perso attrattività negli anni tra carichi burocratici, isolamento professionale, mancanza di prospettiva di carriera. È un modello non più adeguato alla domanda di salute del nostro tempo. La riforma parte da qui: non viene smantellata la figura del medico di famiglia, ma stiamo finalmente liberando tutto il suo potenziale. Si dice che non ci sia stata interlocuzione ma il confronto con le Regioni, in corso da inizio legislatura, è stato costruttivo, operativo e la proposta finale non sarà calata dall’alto. Sarà il frutto di un lavoro condiviso con i soggetti attuatori che quelle strutture le devono realizzare e gestire. E con le organizzazioni di categoria il confronto, come in passato, ci sarà”. Lo ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci (nella foto) al question time alla Camera.

“Il medico di medicina generale è, e deve tornare ad essere, il garante della salute dei cittadini, non solo il gestore di malattie acute. Per farlo ha bisogno di una squadra, di strumenti digitali, di un contesto organizzativo che sostenga il suo lavoro. Le case di comunità e la telemedicina non sono un’idea astratta, sono la risposta concreta a un medico oggi solo davanti a una domanda di salute sempre più complessa. Dobbiamo passare da una sanità che gestisce la malattia a una sanità che costruisce la salute, con il cittadino come partner informato e non come utente passivo”, ha aggiunto Schillaci.

Non smantella figura medico di famiglia

“Non viene smantellata la figura del medico di famiglia, stiamo finalmente liberando tutto il suo potenziale. I medici di famiglia sono sempre meno, la professione ha perso attrattività negli anni: carichi burocratici, isolamento professionale, mancanza di prospettiva di carriera, i giovani medici guardano altrove. E chi rimane regge, spesso in maniera eroica, un modello non più adeguato alla domanda di salute del nostro tempo”, dichiara Schillaci per spiegare le motivazioni dietro la sua riforma della medicina del territorio.

“Il medico di medicina generale è – e deve tornare ad essere – il garante della salute dei cittadini, non solo il gestore di malattie acute. Il medico di famiglia è il presidio della prevenzione, dell’educazione agli stili di vita, della cronicità gestita sul territorio prima che diventi emergenza”, aggiunge il ministro. Ma per farlo “ha bisogno di una squadra, di strumenti digitali, di un contesto organizzativo che sostenga il suo lavoro. Le case di comunità e la telemedicina non sono un’idea astratta, sono una risposta concreta a un medico oggi solo davanti a una domanda di salute sempre più complessa”. Per questo, secondo Schillaci, bisogna passare “da una sanità che gestisce la malattia a una sanità che costruisce la salute”. E sulle accuse di mancato confronto con le categorie interessate, il ministro precisa che “il confronto con le Regioni è in corso da inizio legislatura. È stato costruttivo, operativo e la proposta finale non sarà calata dall’alto”. Mentre quello con le “organizzazioni di categoria, come in passato, ci sarà”. Le Case di comunità non saranno quindi “edifici da inaugurare con nastri da tagliare, ma luogo fisico dove la riforma prende corpo”. E davanti al dato Istat dei 5,8 milioni di italiani che nel 2024 hanno rinunciato alle cure, Schillaci non si nasconde: “Rendere più efficiente il Servizio sanitario nazionale che è riconosciuto universalmente tra i migliori al mondo – e i 23.500 centenari italiani, che sono la prova più eloquente – richiede scelte serie”. La domanda vera, conclude Schillaci, “non è se riformare, è se farlo con coraggio o con demagogia. Noi abbiamo scelto la prima strada e non cambieremo”.

Red

Related posts

Gaza, approvata la mozione Pd per il cessate il fuoco immediato

Redazione Ore 12

Ricciardi: “La nota sul Ddl Zan viene dal clero e non dal Papa”

Redazione Ore 12

Salvini ‘sfiducia’ Lamorgese e chiede incontro a tre con Draghi. Tajani: “Non ci sono le condizioni per la sfiducia al ministro”

Redazione Ore 12