Politica

Biennale Arte: Buttafuoco ‘liberi e audaci come dice Mattarella’, protesta Pussy Riot

 

Ringrazia il ministro della Cultura Alessandro Giuli, riprende le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, rivendica l’autonomia della Biennale come affermato nei giorni scorsi dalla premier Giorgia Meloni. Dopo mesi di polemiche legate alla presenza della Russia in occasione della 61/a Eposizione Internazionale d’Arte di Venezia il presidente Pietrangelo Buttafuoco è intervenuto al Teatro Piccolo dell’Arsenale per motivare le proprie scelte, spiegando davanti alla platea di giornalisti e addetti ai lavori – la manifestazione aprirà ufficialmente al pubblico sabato 9 maggio – che “la Biennale non è un tribunale ma un giardino di pace. Alle istituzioni chiediamo dialogo, non carte che girano” aggiungendo che “qui l’unico veto è l’esclusione preventiva”. Nonostante il parere contrario del Governo sul ritorno della Russia, assente alla rassegna dal 2019, Buttafuoco ha ringraziato pubblicamente “Alessandro Giuli e tutte le istituzioni dl territorio che in vario modo sostengono le iniziative della Biennale” e ha ricordato le parole dei giorni scorsi della premier. “A precisa domanda sulla partecipazione della Russia ha detto: La Fondazione Biennale di Venezia è autonoma non sono d’accordo ma… ed è proprio quel ma, e la ringrazio, ha confermato sgargiante e definitiva la libertà e l’autonomia e quindi la libertà e l’audacia che sono alla radice dello iure, la civiltà del diritto – ha proseguito – dottrina di cui Mattarella è maestro”. A tal proposito il presidente della Biennale si è imposto di “andare avanti e avere audacia e sviluppare in libertà i vostri progetti, questo lo raccomanda il presidente della Repubblica. Ebbene eccoci. Il capo dello Stato cui dobbiamo riconoscenza e rispetto ha detto chiaramente ai David di Donatello qual è il mandato del lavoro artistico e culturale: libertà e audacia, siate liberi e audaci. Ebbene eccoci”.

Ma se a Venezia “non imbracciamo le armi, ‘si vis pacem, para pacem’ (se vuoi la pace, prepara la pace, ndr)”, ha evidenziato Buttafuoco nella chiusura del suo intervento, di certo le tensioni attorno all’esposizione artistica internazionale non sono destinate a esaurirsi con le sue parole, anzi. Come annunciato le Pussy Riot hanno fatto irruzione davanti al padiglione russo intonando slogan contro Putin e lanciando fumogeni rosa alternati a quelli giallo e blu, i colori della bandiera Ucraina. Alla protesta delle attiviste anti-Putin hanno aderito anche alcuni manifestanti vicini ai dissidenti russi. Intanto, dopo le dimissioni della giuria internazionale, arrivano altre defezioni: il regista russo Alexander Sokurov e la scrittrice e architetta palestinese Suad Amiry “per indisponibilità dell’ultima ora” non parteciperanno all’evento della Parola/Il dissenso e la pace previsto durante la preapertura della Biennale.

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