Giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica scrive per noi della grande manifestazione musicale e delle edizioni che ha condotto nel 1977 e 1978
di Maria Giovanna Elmi
Come ben saprete da martedì 1 a sabato 5 febbraio andrà in scena al Teatro Ariston il settantaduesimo “Festival di Sanremo”, in onda in diretta su Rai 1.
A presentarlo l’incredibile Amadeus, un conduttore che in special modo lo scorso anno, ha ampiamente dimostrato di “aver orecchio”, suo il record di questo nuovo secolo: il totale delle vendite di Sanremo 2021 ha superato quota 2.080.000 copie certificate e praticamente tutti i cantanti in gara hanno ottenuto consensi, applausi e meritato successo. Un risultato strabiliante per il mondo della musica e chi vi lavora, dunque oggi sono in molti a sperare in un bis che viste le premesse e le tanto illustri discese in campo, non sarà difficile raggiungere. Però anch’io nel mio piccolo mi difesi molto bene. Arrivata a Sanremo nel 1977, scoprendolo leggendo i turni delle annunciatrici per la settimana in corso, scritti sopra la nostra bacheca di riferimento, mi ritrovai ad avere l’onore di affiancare il grande Mike Bongiorno nella serata finale del Festival. Arrivai comunque al Teatro Ariston due giorni prima e da lì condussi in solitaria e per il pubblico della radio e in platea gli appuntamenti che precedettero la conclusione, unica data ad essere stata mandata in onda su Rai Uno. Mike fu un grande professionista e immenso gentleman passandomi le schede di riferimento di ogni singolo artista adoperandosi su tutto quello che avrei dovuto fare. Un collega generoso ed affidabile, più volte nel tempo ha dimostrato grande affetto, invitandomi spesso nei suoi programmi che ricordo, superavano agilmente i venti milioni di telespettatori ma questa è un’altra storia. Tornando al primo Festival, rammento l’agitazione per l’abito, non ne avevo uno ed ero davvero preoccupata, poi però ricordai che Sabina Ciuffini (storica valletta di “Rischiatutto” dal 1970 al 74) aveva fondato una casa di moda, la chiamai e subito volle regalarmi il vestito da indossare. Di questo atto non finirò mai di ringraziarla, anzi ogni volta che mi pongono tale domanda sono felicissima di fare il suo nome, oggi Sabina è una grande e riconosciuta imprenditrice. Poi l’incontro con Donatella Rettore, cantautrice di valore in un momento storico in cui erano solamente gli uomini che potevano fregiarsi di tale appellativo. Cantò “Carmela” ed anche se la giuria non le fece passare il turno ne rimasi felicemente colpita ed una volta a casa, corsi ad acquistare il suo album, innamorandomi di altri brani, come “Nel viale della scuola è sempre autunno” e “Caro preside” intuendo quanto fosse già avanti di una spanna rispetto al resto, il grande successo le arrise due anni dopo con “Splendido Splendente” canzone immortale. Per questa settantaduesima edizione farò il tifo solo per lei. Tornai nel 1978, il 27 gennaio con il “Galà delle Nazioni” ed il 28 per l’unica serata in diretta tv. Aprire un Festival così fondamentale per la nostra cultura e da sola, non mi fece però tremare le gambe come avrebbe potuto, ero relativamente tranquilla ritrovando l’organizzatore Vittorio Salvetti e alla regia il talentuoso Antonio Moretti. Purtroppo, Antonio, marito di Rosanna Vaudetti, (stupenda amica e collega), è venuto a mancare nell’ottobre del 2020. Sentirò sempre vicino il suo ricordo e non lo dimenticherò mai. Dicevo…Ah già, nel 1978 fui la prima donna in assoluto nella storia del Festival a condurlo da sola ed ora lo rivendico con un tono di voce una nicchia più alto, forte anche di quello che mi ha detto Simona Ventura: “Anche a me delle volte si dimenticano dei lavori che ho fatto ma li ho fatti e questo rimane, come per la tua consacrazione”. Dal punto di vista discografico i primi tre posti risultarono primi anche nelle classifiche di vendita e parliamo di pezzi da 90, diffusi e coverizzati dalle nuove generazioni ancora adesso: “…e dirsi ciao” dei Matia Bazar, “Un’emozione da poco” di Anna Oxa e “Gianna” di Rino Gaetano, un podio d’incondizionato valore.
Sono ancora sorpresa quando mi chiamano per chiedermi gli aneddoti che riguardano Sanremo ma trovo tutto stimolante e divertente, anche perché mi avvicina alle ragazze ed i ragazzi di adesso che sono sempre alla ricerca di scoprire ogni curiosità che c’è da sapere e come mai l’Italia si blocchi, davanti allo schermo, un’intera settimana. Nella nuova edizione del reality “Il Collegio” ambientata nel 1977, hanno mandato delle immagini del Festival nell’aula ricreazione ed al mio ingresso, una delle studentesse ha urlato ai compagni: “La Elmi, la Elmi è di Tarvisio”. Ebbene significherà pur qualcosa, no? Signore e Signori buonasera con il Festival di Sanremo!
