La Commissione europea ha approvato la riprogrammazione del Programma regionale Fse+ 2021-2027 della Sardegna, riconoscendo le tre direttrici strategiche individuate dalla Giunta: innovazione e tecnologie strategiche, politiche per i giovani e inclusione sociale. Un passaggio che, secondo l’esecutivo regionale, consolida l’impostazione politica adottata e rafforza l’utilizzo delle risorse europee come leva di sviluppo.
“È un riconoscimento della credibilità della Sardegna e del lavoro svolto – ha dichiarato l’assessora del Lavoro Desirè Manca -. Abbiamo scelto di concentrare gli investimenti su priorità decisive per il futuro dell’Isola, attraverso un percorso condiviso con istituzioni e parti sociali”.
La Priorità 6 – STEP destina 52,1 milioni di euro alla formazione e riqualificazione nelle tecnologie strategiche, dal digitale alle tecnologie pulite, fino alle biotecnologie, in raccordo con il Programma Fesr 2021-2027. Al Piano Giovani Sardegna 2025-2029 sono assegnati 44,2 milioni di euro, di cui 16 già compresi nella linea STEP, per sostenere occupazione, formazione, mobilità internazionale e imprenditorialità giovanile. Per l’inclusione sociale la rimodulazione prevede 33,1 milioni di euro, con interventi su accesso ai servizi, sanità e tutela delle fasce più fragili, in particolare minori e categorie vulnerabili.
“Non è solo una distribuzione di fondi – ha concluso Manca – ma una scelta di direzione: lavoro, competenze e coesione sociale come cardini dello sviluppo regionale, in linea con le sfide europee e con i bisogni delle comunità sarde”.
