Politica

Schlein rincorre Meloni e la leadership del Centrosinistra

Medioriente: Schlein, Meloni dica a Trump di fermarsi e non rinnovi memorandum Israele

“Questa guerra illegale, che non avrebbe mai dovuto iniziare, voluta da Trump e da Netanyahu, si deve fermare. I negoziati devono procedere. Dall’inizio di questa tregua Netanyahu ha continuato a bombardare il Libano, ha colpito anche un mezzo italiano. Sapete che ieri ci sono dei carri armati dell’esercito israeliano che hanno speronato dei mezzi della missione Unifil dell’ONU a cui partecipano anche i nostri militari, a cui diamo la nostra vicinanza e solidarietà e gratitudine per il loro impegno. Ecco, io mi chiedo cos’altro debba succedere prima che il governo italiano e Giorgia Meloni gli dicano di fermarsi. Cos’altro deve succedere? Cosa deve succedere prima che il governo impedisca il rinnovo automatico che scatta oggi di quel memorandum di collaborazione militare con il governo israeliano? Quel memorandum che chiediamo da molti mesi di non rinnovare e che invece oggi sarà tacitamente rinnovato per i prossimi 5 anni”. Così la segretaria Pd Elly Schlein aprendo la direzione nazionale del partito. “Trump qualche giorno fa ha minacciato di morte un’intera civiltà. Ci rendiamo conto che è lo stesso Donald Trump per cui Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio italiana è arrivata a proporre il Nobel per la pace? Ma quale Nobel per la pace? Stiamo parlando di un presidente che in un anno di mandato ha già bombardato sette paesi. Di nuovo, cos’altro deve succedere perché anche a lui il governo italiano dica di fermarsi?”, ha aggiunto.

Insieme a Orban ha perso Meloni, dopo referendum altro segnale

“Orban è stato sconfitto ieri. È stato sconfitto da Peter Magyar, gli facciamo le congratulazioni e un augurio di buon lavoro sapendo che fa parte di un’altra famiglia politica, quella dei popolari europei, sperando soprattutto che sappia ricucire il rapporto con l’Unione Europea e invertire la deriva illiberale impressa da Orban sulla giustizia, sui diritti, sulla politica estera. Il tempo delle destre nazionaliste è finito. Il tempo in cui queste destre si prendono gioco delle paure e delle speranze dei cittadini e delle cittadine è finito. E insieme a Orban, è inutile negarlo, ha perso Trump, ha perso Vance con i suoi comizi di supporto di queste ultime settimane. Hanno perso anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini con i loro imbarazzanti video di sostegno e dopo il referendum costituzionale che si è tenuto qui in Italia arriva un altro segnale chiaro. Arriva un altro segnale chiaro e io penso che con quel voto nel referendum si è dimostrato che è proprio dall’Italia che abbiamo cominciato a fermare queste destre nazionaliste. Destre nazionaliste che a colpi di ideologia stanno scatenando guerre, stanno distruggendo l’economia e stanno aumentando la povertà. La grande affluenza che si è vista in questi appuntamenti dimostra che la democrazia è viva, è vivace e quando c’è un’alternativa chiara, le persone si mobilitano e vanno a votare”, ha aggiunto.

Governo contrario a difesa e investimenti comuni, via alibi Orban

“Abbiamo un governo che si dichiara contrario al superamento dell’unanimità quando sarebbe indispensabile procedere subito superando i veti per fare delle cooperazioni rafforzate con chi ci sta. Abbiamo un governo che si dichiara contrario alla difesa comune, che invece è una prospettiva irrinunciabile. E abbiamo un governo che non riesce a fare la battaglia per gli investimenti comuni europei, che sta chiedendo anche la Confindustria, una battaglia nell’interesse europeo, ma pure nell’interesse nazionale italiano, niente, non la fanno. Non hanno il coraggio di farla, sono rinunciatari. Ecco, forse perché fino a qui erano contrari Trump e Orbán. Diciamo che da oggi ci sarà un alibi in meno per Giorgia Meloni per non fare questa grande battaglia sugli investimenti comuni europei”.

Governo chieda subito tetto europeo a prezzo . No al gas russo

Poi sulla crisi energetica: “Il prezzo dell’energia in questi giorni, se guardate le mappe, l’Italia è rossa, è il paese dove l’energia costa di più. Il prezzo è arrivato a costare in in alcuni di questi giorni 180 € al megawattora. Negli stessi giorni in Spagna costava 18 € al megawattora, 10 volte in meno. Il governo deve subito chiedere un tetto europeo al prezzo del gas su modello di quello che si è fatto nel 2022, in Spagna, ad esempio, e deve battersi per scollegare il più possibile il prezzo dell’energia da quello del gas, con un poderoso investimento proprio sulle rinnovabili, come è stato fatto in Spagna, dove qualche anno fa non erano in una situazione molto diversa dalla nostra, ma hanno corso con gli investimenti”. Infine la chiosa sul gas russo: “Per noi no, non è il caso di comprare il gas da Putin con cui continuerebbe ad alimentare la sua invasione criminale verso l’Ucraina.” Infine sul futuro prossimo del partito.

“Il più a lungo in carica senza fare nulla, è già record”

“Non so se” Meloni “ce la farà ad essere il governo che è stato in carica più a lungo. Di certo ha già un record, è il governo che è stato in carica più a lungo senza fare nulla per migliorare la vita degli italiani. Aveva nei numeri per fare tutto il Parlamento e non hanno fatto niente. Rimarrà un’autonomia differenziata senza un euro bocciata dalla Corte Costituzionale. Rimarrà una riforma, quella del premierato, proposta e poi abbandonata. Rimarrà questa riforma costituzionale bocciata dal voto popolare”.

Assemblea per coinvolgere giovani in costruzione alternativa

“A mio avviso” quello per il referendum costituzionale “non è stato un voto di conservazione, ma un voto consapevole che non ogni cambiamento migliora la vita dei cittadini e migliora la democrazia. E noi dovremmo farci carico anche di ascoltare il paese per proporre riforme che migliorino la vita dei cittadini e la democrazia. La propaganda di Giorgia Meloni invece ha sbattuto forte contro la realtà, quella che vivono milioni di italiani ogni giorno. Una realtà che le hanno testimoniato 15 milioni di persone che hanno votato no. Però guardate, io mi soffermerei un secondo su questo dato, perché in quei 15 milioni di persone che hanno votato no, ce ne sono almeno cinque che non hanno votato noi intendendo le forze politiche che hanno sostenuto il no alle ultime elezioni europee. È per questo che noi dovremmo interrogarci su come costruire un rapporto di fiducia con queste persone, come provare a metterci all’ascolto con umiltà delle loro aspettative, delle loro speranze, provare a coinvolgerli nella costruzione dell’alternativa, a partire proprio da quelle nuove generazioni che hanno partecipato al 67%, con il dato, credo, di affluenza più alta tra le fasce di età e per il 60% hanno per oltre il 60% hanno votato no. Io penso che questo abbia spazzato via in due giorni tutta la narrazione paternalistica su queste nuove generazioni che non si interessano alla politica. Siamo noi a doverci chiedere come essere interessanti per loro, parlando dei loro problemi, mettendoli al centro della nostra battaglia quotidiana. Io dico che noi dobbiamo presto coinvolgerli in un grande appuntamento, perché il punto non è solo, diciamo, quello che è stato, ma quello che sarà, cioè coinvolgerli per ascoltarli e per chiedere a loro che cosa si aspettano da noi, per chiedere a loro come costruire le prossime campagne di questi mesi insieme. E quindi presto li vorremmo invitare per un grande appuntamento, una grande assemblea, e quello che mi sono promessa con questi ragazzi che ho incontrato ieri, che mi hanno risposto subito, noi ci saremo. Ecco, mettiamoci a disposizione di quella spinta”, ha aggiunto.

Ci metteremo d’accordo, battaglie unitarie con propri percorsi

“Il messaggio è chiaro. Non dobbiamo disperdere quel clima di fiducia e entusiasmo suscitato dalla vittoria del no e dobbiamo fare un passo avanti insieme, perché chi vuole una buona politica che parli con loro e di loro e non di se stesso. Sul percorso per costruire l’alleanza, il programma dell’alleanza progressista, sono certa che ci metteremo d’accordo con gli altri. Ho già risposto all’appello di Bonelli e Fratoianni dando disponibilità a vederci per condividere tutto e sono certa che troveremo l’accordo sulla guida, il percorso programmatico. Chiedo che non lo facciamo soli questo percorso sul programma, ma troviamo il modo di coinvolgere quella forte spinta popolare che si è manifestata nelle ultime settimane nel nostro paese, coinvolgendo chi ha dato già dimostrazione di attaccamento alla Costituzione, ai suoi valori e alle sue battaglie”. “Ora, l’importante è non disperdere quell’energia e metterci al suo servizio insieme, continuare a fare battaglie unitarie, anche mentre ciascuno porta avanti i propri percorsi. Nessuno oggi mette più in discussione l’orizzonte comune e questa io la ritengo già una vittoria rispetto a dove siamo partiti nel 2022. – ha aggiunto – Sono ottimista perché è la prosecuzione naturale del lavoro che abbiamo fatto in questi anni in Parlamento e nelle strade del paese. Non partiamo da zero”.

Avanti insieme, è tempo di aprire porte e finestre

“Noi dovremmo cercare di ricostruire e ridare questo senso di pace, di fiducia e di tranquillità. Non lo dovremmo fare da soli, come vi dicevo, lo dovremmo fare insieme alle altre forze progressiste. Continuerò a lavorare testardamente unitaria, convinta di avervi pienamente a supporto in questa direzione, ma soprattutto oggi è il momento di aprire porte e finestre e capire come intercettare quei desideri, quei sogni e quelle speranze che si sono manifestate nelle bellissime piazze e nelle bellissime urne che abbiamo visto nel nostro paese e anche nel resto d’Europa”.

Red

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