Economia e Lavoro

  Scuola, il Covid? “Preoccupa di più l’assenza di docenti e personale di segreteria”

 

Cattedre ancora vacanti, segreterie senza personale e classi sovraffollate: la minaccia del Covid non sembra essere la preoccupazione principale dei dirigenti scolastici alle prese con la ripartenza del nuovo anno scolastico. Dal nord al sud Italia, i presidi stanno riaprendo le loro scuole con le solite incertezze e, ancora una volta, il rischio di una diffusione dei casi Covid. “È chiaro che questo preallarme un po’ ci preoccupa, temiamo una recrudescenza. Ma ormai credo che tutte le componenti della comunità sono pronte ad affrontarla- spiega all’agenzia di stampa Dire Annunziata Di Rosa, dirigente del liceo scientifico Silvestri di Portici, che riaprirà le sue porte domani- abbiamo pubblicato sul sito della scuola le linee guida del ministero e le stiamo facendo circolare tra i docenti. Daremo alle famiglie indicazioni chiare e sintetiche e cercheremo di procedere con cautela, senza creare allarmismi, perché credo che questa eventuale nuova ondata sia gestibile. Dobbiamo essere ottimisti perché siamo pronti, e se le cose dovessero peggiorare, sappiamo quali sono gli interlocutori a cui rivolgerci”. Anche Monica Fugaro, preside dell’Ic Viale Legano di Parabiago (Milano) e reggente dell’Ic Carducci di San Vittore Olona, si dice serena. “Non sono particolarmente preoccupata per il tema Covid: le nostre misure, anche in piena pandemia, hanno retto bene- racconta alla Dire- è vero che sarebbe pesante riprendere quei protocolli, ma l’abbiamo già fatto”. Nell’istituto di Parabiago la scuola dell’infanzia è già ripartita il 5 settembre, e non si sono registrati nuovi casi. Domani, invece, sarà il primo giorno per gli studenti della primaria e della secondaria. “Il gel igienizzante non è mai stato tolto: continuiamo ad utilizzarlo, ormai è diventata un’abitudine. Così come abbiamo mantenuto entrate e uscite scaglionate e, lì dove la gestione degli spazi lo consente, abbiamo mantenuto un minimo di distanziamento”.
Anche il liceo Newton di Roma riapre i suoi cancelli senza casi positivi segnalati. “Rispetto al passato possiamo dire di essere pronti a tutto, quindi non siamo spaventati- dice Cristina Costarelli, preside del liceo e presidente dell’Anp Lazio– è chiaro che non sottovalutiamo l’aumento dei casi, ma sappiamo anche che è un aumento fisiologico per la stagione. Siamo positivi nel pensare che possa essere un fenomeno previsto e controllato, per il resto, attendiamo le indicazioni del ministero dell’Istruzione, e saremo pronti ad eseguire quello che ci verrà chiesto”.

LE MASCHERINE

Le forniture di mascherine variano molto a seconda della scuola. In alcuni istituti restano delle scorte, in altre quelle rimaste sono scadute. Ma senza indicazioni chiare, i dirigenti scolastici non le distribuiranno tra gli alunni. A meno che gli studenti non portino la loro mascherina da casa.

LE AULE SOVRAFFOLLATE

I presidi, quindi, continueranno a far attenzione agli assembramenti, alle norme di igienizzazione e all’aerazione delle classi. “Ma i grandi temi che il Covid ha aperto, sono rimasti gli stessi- denuncia Costarelli- dal punto di vista degli spazi, le scuole dei grandi centri urbani continuano ad essere sovraffollate”. Al Newton, l’anno si aprirà con classi da più di 30 alunni anche in spazi che ne potrebbero contenere al massimo 24. “È chiaro, quindi, che se dovessero aumentare i casi, in un contesto simile la situazione potrebbe aggravarsi”.

IL PROBLEMA DEL PERSONALE DI SEGRETERIA

Sono altre, però, le tematiche che fanno preoccupare i dirigenti. Primo tra tutti, il tema delle cattedre. “Rispetto agli anni precedenti abbiamo già molti docenti, ma il problema è che diversi insegnanti rinunciano”, spiega Monica Fugaro. Il problema è quello delle distanze, ma anche quello del costo della vita in Lombardia. Un tema, quello del personale, che riguarda anche le segreteria. “Abbiamo tantissimo lavoro di segreteria e personale poco formato, quindi per evitare errori, le procedure sono molto più lente– aggiunge ancora Fugaro- la buona volontà c’è, ma abbiamo bisogno di formazione continua”. Anche per Cristina Costarelli, “più che il Covid, mi preoccupa una segreteria che non cammina. Abbiamo un Pnrr da portare avanti, tanti finanziamenti e segreterie vuote. I Dsga (direttori amministrativi) continuano a non esserci- sottolinea- alcuni si stanno nominando, ma sono tutte persone che non hanno competenze adatte alla gestione amministrativa che viene richiesta alle scuole. E poi ci sono i temi educativi: la dispersione scolastica, i disagi psicologici, l’orientamento. Sono altri i temi più urgenti da affrontare”.

Dire

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