La Bce ha deciso di sforbiciare i tassi d’interesse di 25 punti base. Il tasso sui rifinanziamenti principali scende quindi da 4,50% a 4,25%, quello sui depositi dal 4% al 3,75%, e quello sui prestiti marginali dal 4,75% al 4,50%. Lo comunica la banca centrale dopo la riunione del Consiglio direttivo. E’ il primo taglio dopo il ciclo di rialzi cominciato a luglio 2022. “La decisione della BCE di alzare i tassi dopo la Fed e di tagliarli prima indica dinamiche inflazionistiche differenti al di là dell’Atlantico. L’inflazione dell’Eurozona è in gran parte attribuita a termini di scambio negativi piuttosto che a un eccesso di domanda” sottolinea Sylvain Broyer, Chief Economist EMEA di S&P Global Ratings che si spinge ad ipotizzare che ulteriori riduzioni non ci saranno. Detto questo, sembra improbabile che la BCE effettui più di due tagli dei tassi in solitaria prima che la Fed inizi quest’anno. Inoltre, si prevede che le riduzioni dei tassi della Fed si protrarranno fino al 2026, ben oltre il completamento dei tagli da parte della BCE. Supponendo che l’inflazione si allinei ai target e che la crescita raggiunga il potenziale entro la metà del prossimo anno, come previsto, è probabile che la BCE limiti i tagli dei tassi a non più di uno per trimestre fino al terzo trimestre del 2025, con un tasso di deposito al minimo al 2,5%”. Il taglio dei tassi d’interesse della BCE, ampiamente previsto per oggi, sarà un sollievo per l’economia dell’Eurozona. Per il futuro le previsioni sono opposte rispetto a S&P. Le prospettive di inflazione, come indicato dalle ultime proiezioni della BCE, indicano ulteriori riduzioni dei tassi di interesse nel corso dell’anno, sottolinea Dean Turner, Chief Eurozone and UK Economist at UBS Global Wealth Management. Naturalmente, la tempistica della prossima mossa della BCE è incerta, poiché dipenderà dai prossimi dati. Tuttavia, con il processo disinflazionistico saldamente in corso, la BCE, insieme ad altre banche centrali, dovrebbe sentirsi abbastanza sicura di allentare la propria strategia, probabilmente a un ritmo di un taglio al trimestre. Inoltre, dovremmo aspettarci che questo ciclo di riduzione dei tassi continui fino al 2025. Con il ciclo di riduzione dei tassi nell’Eurozona in corso, una priorità fondamentale per gli investitori è la gestione del fabbisogno di liquidità. Gli attuali rendimenti di liquidità, pur essendo interessanti, non saranno disponibili ancora per molto. Siamo favorevoli a ridurre la liquidità e gli investimenti assimilabili alla liquidità a favore di quelli che possono offrire rendimenti più duraturi, come ad esempio un portafoglio di obbligazioni di qualità. “Come previsto, la Bce ha tagliato i tassi portandoli al 3,75% dopo aver raggiunto il livello più alto dalla sua esistenza per oltre un semestre” sottolinea invece Kaspar Hense, BlueBay Senior Portfolio Manager, Investment Grade, RBC BlueBay. Non ci aspettiamo che a questa decisione faccia seguito un ciclo di tagli. Sebbene l’Europa sia stata colpita ancora di più dall’aumento dei prezzi del gas dopo l’invasione russa in Ucraina, questi effetti di base si sono attenuati notevolmente. Con il taglio Bce di 25 punti base di 25 punti base, potrebbe esserci, secondo Facile.it, una piacevole sorpresa per chi ha un mutuo variabile: la rata potrebbe infatti scendere fino a 18 euro.
Ulteriori ribassi
In meno di due anni, coloro che hanno sottoscritto un mutuo medio di 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%) hanno visto aumentare la rata di oltre il 60%. Tuttavia, un significativo calo della rata potrebbe essere all’orizzonte, anche se sarà necessario pazientare ancora un po’.
Analizzando l’andamento dei Futures sugli Euribor, emerge un quadro interessante: la rata media, arrivata a maggio 2024 a 747 euro, potrebbe scendere complessivamente di circa 37 euro entro la fine dell’anno e di 55 euro entro giugno 2025, raggiungendo così i 692 euro tra 12 mesi.
Valutare la surroga
Chi non vuole aspettare il calo dei tassi mutui, può valutare una surroga. Le attuali condizioni del mercato sono favorevoli e consentono di passare dal mutuo variabile al fisso, ottenendo un tasso di interesse migliore. I migliori tassi surroga partono dal 3,05% (simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024), con una rata di 600 euro (che scende a 578 euro in caso di surroga green). Ipotizzando il mutuo medio variabile arrivato a 747 euro a maggio 2024, una surroga potrebbe ridurre la rata di ben 147 euro al mese.
Opportunità per i Mutui Green
Per chi punta ai mutui green a tasso fisso, riservati agli immobili in classe A o B, le condizioni sono ancora più allettanti: i tassi partono da un TAN del 2,65%, con una rata mensile di 574 euro (simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024).
Andamento delle richieste di mutuo e offerte attuali
I mutui a tasso fisso offerti dalle banche presentano condizioni più vantaggiose rispetto ai mutui a tasso variabile che sono ancora alti: questo ha portato a un aumento del 17% delle richieste di questo tipo di finanziamento nei primi 4 mesi del 2024.
Guardando alle migliori offerte online per un mutuo standard di 126.000 euro in 25 anni (LTV 70%), i tassi fissi partono da un TAN del 2,87%, corrispondente a una rata mensile di 589 euro (simulazioni effettuate su Facile.it in data 3 giugno 2024).
Marino Marini
