Lo shutdown più lungo della storia americana finisce. Dopo 43 giorni di chiusura, il governo Usa riapre: Donald Trump ha firmato (nella foto) il provvedimento approvato dal Congresso per mettere fine alla paralisi e riprendere a operare regolarmente. “Non si dovrebbe ripetere mai più”, ha detto il presidente ringraziando i democratici – otto al senato e sei alla Camera – che hanno votato con i repubblicani. Il provvedimento firmato da Trump consente di finanziare il governo fino al 30 gennaio e di non includere l’estensione dei sussidi all’Obamacare, al centro della disputa che ha portato allo stop delle attività governative nel Paese. I democratici però non vogliono arretrare. Il leader dei liberal alla Camera, Hakeem Jeffries, ha infatti già confermato che la disputa non si fermerà. “E’ appena iniziata”, ha ribadito prevedendo che i repubblicani potrebbero subire una mancata estensione alla elezioni di metà mandato del 2026. Senza ulteriori fondi, ha proseguito, gli americani li “cacceranno dai loro incarichi il prossimo anno”. Quanto all’Obamacare, ovvero la riforma sanitaria che mira a rendere l’assistenza sanitaria più accessibile e conveniente per gli americani, ampliando la copertura assicurativa e offrendo sussidi per l’acquisto di pacchetti assicurativi, le stime indicano che in mancanza di un’estensione i premi saliranno in media del 114%. “L’Obamacare è stata un disastro fin dall’inizio. Vorremmo che i soldi che vanno alle assicurazioni sanitarie andassero direttamente agli americani, in modo che possano acquistare direttamente la loro copertura sanitaria e diventare manager di se stessi”, ha tuonatoTrump accusando i democratici. Gli stessi, ha detto ancora il tycoon, che hanno “voluto lo shutdown per motivi politici”.
Red
