Gli Stati Uniti hanno apertamente chiesto alla Cina di usare la sua influenza con la Russia per scoraggiare un’invasione dell’Ucraina. Lo ha spiegato il portavoce del dipartimento di Stato americano, Ned Price. “Invitiamo Pechino – ha detto – a usare la sua influenza con Mosca per sollecitare la diplomazia, perché se ci sarà un conflitto in Ucraina non sarà un bene neppure per la Cina”. Nelle ultime ore proprio la Cina ha fatto sentire la sua voce perorando la causa della Russia. In una telefonata con il segretario di Stato Antony Blinken, il ministro degli Esteri Wang Yi ha detto che la sicurezza “non può essere garantita rafforzando o addirittura espandendo i blocchi militari”, come la Nato. Il tutto mentre si prepara un vertice sino-russo in occasione della visita di Putin a Pechino per l’apertura delle Olimpiadi invernali. Mosca sembra puntare a prolungare un braccio di ferro che ha già portato alla luce qualche crepa tra americani ed europei. Dal Cremlino arriva solo qualche mugugno per il rifiuto di Washington e del Patto atlantico di garantire uno stop all’espansione a est della Nato. Una risposta “non positiva”, dice il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, aggiungendo però che su altre questioni “secondarie” è possibile “un dialogo serio”. Un apparente riferimento alle proposte di trattare su una riduzione dei missili in Europa e sulla trasparenza delle esercitazioni militari. La Russia comunque studierà le carte e “non reagirà immediatamente”, fa sapere il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. Intanto imilitari ucraini nell’est del paese si preparano a una escalation, in vista di un possibile attacco russo. I soldati di Kiev sono in allerta in un avamposto nell’area di Luhansk, controllata dai separatisti pro-Mosca. Il Cremlino ha ammassato circa 100 mila soldati al confine.
