Alla nuvola di Fuksas, Roma, il 46° congresso della Società Italiana di Medicina Estetica
di Antonella Sperati
‘Healthspan versus Lifespan’: è questo il titolo, emblematico, del 46° congresso della Società Italiana di Medicina Estetica Sime che, come spiega il presidente della SIME “Emanuele Bartoletti” “indica il tema centrale del congresso che quest’anno festeggia i 50anni della SIME, il fatto che siamo in un periodo storico in cui la vita si è allungata, ma nel quale è ora necessario lavorare sulla qualità di questa vita, altrimenti è inutile che si allunghi più di tanto”. E la medicina estetica, insieme alla medicina anti-aging, è centrale in questa ricerca del benessere psico-fisico del paziente, anche se non ‘avanti’ negli anni. “Centrale in questo impegno è sicuramente la prevenzione – continua Bartoletti – perché ci permette di affrontare al meglio l’ineluttabile passare degli anni. E in questo, ovviamente, la fa da padrona la medicina anti-aging, sempre al fianco della medicina estetica nella pratica quotidiana come nel nostro congresso”. Si parlerà dell’approccio alla correzione dei difetti estetici della tempia e della regione mandibolare – del terzo inferiore del volto, quindi – e della parte superiore del collo.
“Ma al congresso parleremo anche dell’utilizzo dei fili di sospensione in aree insolite – quali il sopracciglio, il naso e una parte particolare del bordo mandibolare – e dell’uso dei bio-ristrutturanti, categoria di prodotti che sta riscuotendo molto successo. Presenteremo tutti i nuovi fili di trazione presentati sul mercato negli ultimi tempi, valutandone luogo di provenienza e produzione, che rimangono la base per la ‘credibilità’ di un prodotto”. “Altro tema, sul quale cercheremo di fare chiarezza, è la pre-juvenation – sottolinea il presidente SIME – termine abusato in questi ultimi anni e che temo si usi per giustificare interventi e terapie di medicina estetica su soggetti troppo giovani. Parleremo poi di décolleté, seno, mani, dita e unghie, zone spesso dimenticate ma che sono importantissime perché ci si concentra troppo sul volto mentre sono questi ultimi quelli che dichiarano la vera età della paziente”. Al congresso si parlerà anche di medicina estetica al maschile, “di come mantenere i lineamenti ‘da uomo’, perché purtroppo spesso e volentieri assistiamo a delle ‘femminilizzazioni’ del volto maschile che invece ha caratteristiche completamente diverse da quello femminile”. E saranno presentate al congresso innovazioni tecnologiche e medical device che entreranno nel mercato solo a fronte di un altissimo livello di sperimentazione scientifica. “Senza dimenticare il nostro impegno nel sociale – conclude Bartoletti – un connubio tra medicina estetica e oncologia: abbiamo infatti siglato un accordo con la LILT per cui alcuni nostri soci si rendono disponibili a titolo assolutamente gratuito, a fornire consulenze a pazienti oncologici, su prevenzione delle possibili complicanze da chemio e radioterapia”.
Un ‘altro interessante argomento, che ha affrontato il professor Emanuele Bartoletti, “Facce da incretina” come correggere i segni di un importante dimagrimento
L’obesità finalmente ha una soluzione farmacologica, da affiancare naturalmente sempre ad una dieta adeguata e ad un programma di esercizio fisico. Le terapie basate sulle incretine (semaglutide e tirzepatide), hanno infatti ampiamente dimostrato la loro efficacia, sia negli studi clinici, che nella vita reale, nel determinare un’importante riduzione del peso corporeo. E se questo rappresenta un notevole vantaggio per la salute, un dimagrimento cospicuo, nell’arco di pochi mesi, lascia inevitabile dei segni e degli inestetismi a livello del corpo, ma anche del viso. Un fenomeno che qualche anno fa, ha portato a coniare il termine ‘Ozempic face’ (dal nome commerciale di una di queste terapie). Ma in cosa consiste questa ‘trasformazione’ del viso? E come porvi rimedio?
“Una perdita di peso abbastanza rapida – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della Società Italiana di Medicina Estetica SIME – che riguarda prevalentemente il tessuto adiposo, molto meno quello muscolare e per niente quello osseo (perché non si tratta di un processo di invecchiamento, ma solo di una perdita di peso), può determinare degli inestetismi a livello del viso, che appare smunto e scavato, conferendo al paziente un’aria poco sana. I tessuti inoltre, non più sostenuti dal volume del tessuto adiposo, tendono a scendere verso il basso, a cedere alla forza di gravità. E questo può determinare un accumulo di tessuto adiposo a livello della mandibola, con la comparsa dei ‘bargigli’. Oltre alle guance infine, anche le tempie cominciano a scavarsi. Tutto questo contribuisce a dare l’impressione di una persona poco sana, emaciata, invecchiata precocemente.
Il medico estetico può correggere questi difetti attraverso una serie di interventi. In primo luogo, vanno rimessi in tensione i legamenti, che sostengono le ‘logge’ che contengono il tessuto adiposo del viso, in modo tale da riposizionarle verso l’alto. Poi dovrà provvedere a ridare volume alle logge adipose stesse, che si sono svuotate. Normalmente queste correzioni vengono effettuate soprattutto nella regione sotto lo zigomo e della guancia. Questo si può ottenere attraverso la medicina rigenerativa, andando a prelevare del tessuto adiposo a livello dell’addome o dei fianchi e facendo un lipofilling autologo a livello del volto (è una metodica chirurgica). Si tratta della prima scelta, viste le potenzialità del tessuto adiposo come tessuto rigenerativo. Qualora questo non fosse possibile, si può ricorrere non tanto ai filler, che per aumentare i volumi dovrebbero essere abbastanza densi e strutturati (e quindi rischierebbero di essere troppo visibili o ‘palpabili’ a livello delle guance), quanto piuttosto ai bio-ristrutturanti. Si tratta di sostanze, come l’acido polilattico, il policaprolattone o l’idrossiapatite diluita, da iniettare nel sottocutaneo (e non in superficie o in profondità, ma proprio lì dove si trova il tessuto adiposo), per stimolare la deposizione di collagene. Queste sostanze insomma operano un riempimento indiretto: non solo loro che ‘riempiono’, ma il collagene del quale inducono la deposizione di collagene, che nel tempo porta ad un aumento di volume.
Per la zona delle tempie, si può utilizzare o l’idrossiapatite di calcio, da iniettare in profondità, sotto del muscolo temporale e sopra la superficie ossea, o dell’acido ialuronico da iniettare in superficie. Anche per ridistendere il bordo mandibolare si può utilizzare una sostanza come l’idrossiapatite di calcio o l’acido ialuronico, in questo caso molto cross-linkato, cioè molto ‘robusto’, da iniettare sopra l’osso per cercare di aumentare un po’ il volume della mandibola e distendere i tessuti molli che scendendo si accumulano a livello del bargiglio. In un secondo momento, dopo aver operato tutte queste correzioni e aver ristabilito lo spessore del tessuto sottocutaneo, se necessario è possibile ricorrere anche ai fili da trazione”.
