Cronaca

Sinner, non è ancora finita: l’Agenzia Mondiale Antidoping pensa al ricorso

Non si è ancora chiusa la vicenda di Jannik Sinner e della positività al Clostebol, rilevata ad aprile nelle sue urine in una quantità piuttosto ridotta. Mentre il numero 1 al mondo aveva parlato di “periodo difficile lasciato alle spalle” dopo essere stato scagionato da un tribunale indipendente, altri tennisti come Nick Kyrgios avevano usato il termine “ridicolo” nel commentare l’assoluzione dell’italiano e avevano chiesto una squalifica di due anni.
Ora l’intervento, inevitabile, dell’Agenzia Mondiale Antidoping, la Wada, che attraverso un suo portavoce, intervistato dall’agenzia di stampa tedesca Dpa, ha annunciato di voler “esaminare attentamente” i documenti e si riserva il diritto di appellarsi alla Corte Internazionale di Arbitrato dello Sport di Losanna. La Wada può fare appello entro il 6 settembre, mentre potrà essere presentato entro 21 giorni al Tas di Losanna. Sulla vicenda è intervenuto il farmacologo tedesco, esperto di doping, Fritz Sorgel, commentando l’episodio del fisioterapista di Sinner che avrebbe usato il farmaco per curare un taglio al mignolo, prima di trattare il numero 1 al mondo con dei massaggi senza l’uso di guanti causando la trasmissione del Clostebol. “Uno spray steroideo anabolizzante per il trattamento delle ferite- ha detto Sorgel- ridicolo! La legge antidoping non lo permetterebbe affatto. Nel caso di una ferita, altre sostanze come gli antibiotici sono in primo piano”.

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