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Siria, i qaedisti approfittano della crisi in Medioriente e attaccano Aleppo

 

Dopo 13  anni dal suo inizio e a 5 anni dalla apparente fine della guerra civile in Siria, da oltre 24 ore i tagliagole diell’Isis,  o Qaedisti che dir si voglia, stanno occupando a nord l’importante città siriana di Aleppo che fu una roccaforte loro e dei ribelli filo-turchi.

Ma adesso passano all’attacco approfittando delle difficoltà di Hezbollah, uno degli attori che, insieme a Mosca e a Teheran, intervennero in quel conflitto per sostenere Assad e debellare l’insurrezione islamista di cui la parte predominante  fu costituita dal califfato dell’Isische controllava ampi territoria cavallo di Siria e Iraq.

Sconfitta l’Isis,  la Siria non è tornata interamente sotto il pieno controllo di  Bashar al-Assad e almeno il 30% del Paese è ancora dominato da formazioni jihadistecome Hayat Tahrir al-Sham (HTS), dalle milizie curde alleate di Washington edalle forze armate turch.

In  tre giorni perché i combattenti di HTS hanno raggiunto Aleppo dopo aver marciato dalla loro ridotta di Idlib, nel Nordovest del Paese.L’agenzia di stampa turca Anadolu  riferisce che ieri le milizie  erano ormai dentro la città., e secondo altre fonti  i jihadisti e controllano metà della città di Aleppo,  mentre le forze armate siriane si sono ritirate.  Secondo Al Jazeerai ribelli avrebbero  già  riconquistato 47 città e villaggi nel territorio circostante Aleppo, impossessandosi anche di una base militare e di armamenti.. Ieri Idlib e soprattutto Aleppo sono stati colpiti d bombardamenti che hanno causato la la morte di almeno quindici civili e messo in fuga 14mila persone.

L’agenzia di stato   Tass ha confermato l’offensiva aerea russa con un comunicato in cui si spiega che, “in appoggio all’Esercito Arabo Siriano, le forze aerospaziali russe stanno eseguendo attacchi missilistici e lanciando bombe sull’equipaggiamento e sui membri di gruppi armati illegali, posti di comando, depositi e postazioni di artiglieria dei terroristi”.Mosca ha anche fatto sapere di aver catturato insieme agli alleati siriani, più di 200 combattenti sorpresi a Idlib o ad Aleppo.

Altre fonti da Mosca riferiscono che le base aeree  e navali russe per lo più dislocate sulla costa del Mediterraneo sono in allarme e pronte a intensificare gli attacchi in appoggio ad Assad.

Non è chiaro il ruolo della Turchia, ma Ankara non nasconde il proprio compiacimento per l’offensiva in corso contro il presidente Bashar Assad. Secondo le fonti turche, l’attacco intorno ad Aleppo starebbe avvenendo nei confini dell’area di de-escalation a Idlib concordata nel 2020 da Russia e Turchia.

Netanyahu qualche giorno fa ha lanciato   pesanti avvertimenti a Damascoche farebbe transitare verso il Libano rifornimenti di armi per il movimento sciita Hezbollah, minacce rese note  poche ore prima degli attacchi dell’aviazione israeliana sulla frontiera tra Siria e Libano che hanno provocato morti e feriti.

Non sono passate inosservate le foto che ritraggono i miliziani di Hts con uniformi, elmetti di ultima generazione e armi automatiche di solito in dotazione a soldati di unità speciali israeliane o turche, mentre alcuni media riferiscono che i ribelli starebbero facendo uso di droni ucraini – più probabilmente di fabbricazione turca – per colpire gli avversari.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchiha definito la ripresa del terrorismo nel nord della Siria il risultato di un progetto israelo-americano, sottolineando che lo sviluppo è seguito alle sconfitte del regime israeliano in Libano e nei territori palestinesi. Lo ha annunciato  venerdì durante una conversazione telefonica con il suo omologo siriano Bassam al-Sabbagh, lo riferisce  la televisione iraniana.

Araghchi ha fatto analoghe  dichiarazioni giovedì durante una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bu Habibaffermando che . Washington e Tel Aviv stanno cercando di di destabilizzare la situazione nella regione. E ha sottolineato che l’Iran continua a sostenere il governo siriano “nella lotta contro il terrorismo e nella protezione della sicurezza e della stabilità regionale”.

GiElle

Aggiornamento la crisi mediorientale ore 13.56

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