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Siria, Piantedosi: “Allerta massima, scenario non definibile”

 

Il livello di allerta è massimo proprio perché non c’è uno scenario definibile in assoluto. Siamo pronti a tutto e le nostre forze di intelligence sono presenti sul campo e stanno presidiando la situazione”. Così Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, intervistato a Quarta Repubblica su Retequattro, sulla situazione in Siria. “C’è una grande attesa, bisognerà capire quale sarà l’evoluzione dello scenario che si presenta– continua- Al momento ci sono state alcune decisioni che abbiamo condiviso con altri paesi europei di sospendere la trattazione delle domande di asilo, anche quelle che sono pendenti nel nostro Paese. Il flusso di profughi che abbiamo avuto negli ultimi anni fino ad ora era fatto da persone che scappavano dal regime di Assad. Presumibilmente adesso si può mettere in considerazione che le stesse possano tornare”.  “C’è da capire-aggiunge Piantedosi- perché tutto è avvenuto senza reazioni da parte della popolazione civile e senza reazioni da parte delle istituzioni dello Stato. In 7 giorni hanno preso tutto”. Rispetto al flusso migratorio “quest’anno registriamo -60% e -30% dall’anno precedente e, se continua così, potremmo portare il numero degli arrivi complessivi leggermente al di sotto del 2021. Questo significherebbe che abbiamo riportato la lancetta indietro di tre anni”, spiega Piantedosi. “Dal 7 ottobre 2023 abbiamo espulso 106 cittadini stranieri sospetti di forme di radicalizzazione o pericolo di estremismo violento”, conclude. Va detto poi che rispetto al flusso migratorio “quest’anno registriamo -60% e -30% dall’anno precedente e, se continua così, potremmo portare il numero degli arrivi complessivi leggermente al di sotto del 2021. Questo significherebbe che abbiamo riportato la lancetta indietro di tre anni”, spiega Piantedosi. “Dal 7 ottobre 2023 abbiamo espulso 106 cittadini stranieri sospetti di forme di radicalizzazione o pericolo di estremismo violento”, conclude. “In un momento in cui i combattimenti ancora proseguono in alcune regioni della Siria, la riunione ha ribadito l’assoluta priorità attribuita all’incolumità dei civili e alla necessità di assicurare una transizione pacifica e inclusiva”.

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