di Giuliano Longo
Donald Trump ha incontrato a Parigi Zelensky ed Emanuel Macron per discutere la strada da seguire in Ucraina. Mentre Trump afferma di aver convinto Zelensky ad andare avanti con i negoziati con la Russia, il presidente ucraino sta già tentennando su qualsiasi impegno possa aver preso, mentre un negoziato e un cessate il fuoco sono esattamente ciò che il presidente francese vuole.
Il piano di Trump per l’Ucraina è semplice, ma pieno di mine. In parole povere propone un cessate il fuoco immediato e negoziati, e si aspetta che l’Ucraina ceda una parte del territoriogià occupato dalla Russia. Per quanto ne sappiamo, Trump non ha ancora parlato direttamente con Putin anche se qualche suo emissario ha già preso contatti segreti con il Cremlino.
L’ipotesi di fondo è che una volta fatto un accordo sul territorio da cedere, ci sarà una sorta di zona cuscinetto,mentre truppe d’interposizione, provenienti da Francia, Germania e Regno Unito fungeranno da peacekeeper, proposta che Mosca quasi certamente non accetterà. La contropartita sarebbe che Kiev s’impegna a non aderire alla NATO probabilmente per un periodo di tempo dai 5 ai 20 anni.
E’ tuttavia improbabile che i russi accettino un cessate il fuoco finché i soldati ucraini si trovano in territorio russo a Kursk, quindi fra le loro richieste vi sarebbe quella di sgomberare quell’Oblastoccupato parzialmente che Zelnsky voleva usare come merce di scambio con Mosca.
Ma sul campo, i russi hanno ora ripreso circa il 50-60% del territorio di Kurskinizialmente occupato dall’AFU (Forza armata dell’Ucraina), mentre l’Ucraina ha continuato a impegnare riserve vitali per restare almeno su alcune posizioni occupate, il che significherebbe che smantellare definitivamente l’AFU richiederà tempo.
In questo contesto, le vittime dell’AFU a Kursk, secondo i russi, si stanno avvicinando a 40.000, con pesanti perdite di equipaggiamento e munizioni. Anche le vittime russe potrebbero essere elevate, ma non ci sono a disposizione resoconti affidabili.
A questo punto le opzioni di Putin sono :
- continuare la controffensiva di Kursk, eventualmente aumentando il numero di truppe e la potenza di fuoco, oppure
- accettare che riprendere tutto Kursksia troppo costosoin termini di manodopera e materiali, portando a un cessate il fuoco in atto.
E’ prevedibile che Putin punti sulla prima ipotesi, ma con una tempistica segreta, che forse comporterebbe uno o due mesi per concludere la controffensiva e liberare la regione.
Sino ad oggi non vi sono stati contrasti fra Putin e la leadership militare, ma emergono alcuni segni di insofferenzada parte di alcune testate Moscovite meno legate al Cremlino. Non sono mancate le critiche al capo che variano da quelle pacifisteo quasi sino a quelle nazional-oltranzisteche lo accusano di “mano leggera” e chiedono la mobilitazione nazionale.
Discussione ovviamente sottotraccia, ma molto esplicita sulle cause della umiliazione siriana non prevista e con un sostanziale impiego di energie che avrebbero potuto concentrarsi sull’Ucraina.
Politicamente parlando, Putin non è in gran forma. Si sta aggrappando alle sue basi in Siria, ma da un giorno all’altro quell’accordo potrebbe saltare. Nessuno può dire esattamente come sarà il nuovo governo siriano o quali saranno i suoi obiettivi.
Il fallimento regionale di Putin che ha dovuto abbandonare sul terreno prezioso materiale bellico, ha indebolito il prestigio russo. Anche altre avventate scelte scelte, come i soldati nordcoreani o i volontari cinesi, presentano molti problemi, alcuni dei quali possono essere gestiti, ma non tutti.
Cosa succederebbe se il regime di Kim Jong entrasse in crisi o se la Cina attraversasse una crisi economica che sfugge al controllo? Putin ha alcune opzioni, ma per arrivarci sarà necessario un massiccio riallineamento della politica di sicurezza nazionale della Russia.Forse è proprio qui che Trump ha individuato un varco.
Putin deve anche affrontare una sfida s da parte della Turchia.Che oltre a massacrare i Curdi, vuole essere il principale attore nel territorio turcofono dell’Asia centrale, in precedenza terreno del gioco russo. Gli “stan”,come vengono chiamati Afghanistan, Kazakistan, Kirghizistan, Pakistan, Tagikistan, Turkmenistan ed Uzbekistan, sono sotto pressione da parte della NATO, della Cina e della Turchia, e i rapporti della Russia con il presidente turco Erdogan sono, diciamo, problematici.
Va anche detto che molta stampa ed intellighentzia susse non hanno mai amato particolarmente i turchi che, per ragioni storiche, sono sempre stati avversari della Russia, tanto è vero che che oggi sono una pedina fondamentale della Nato per il controllo del Mar nero e forse del Caucaso.
Come andrà a finire è un’incognita, ma è chiaro che la Turchia chiederà un ruolo più importante e una posizione di leadership nello sfruttamento delle risorse naturali della regione centroasiatica(uranio, oro, rame, gas naturale tra molte altre risorse naturali).
Il piano di Trump si concentra principalmente sulla fine della guerra in Ucraina, ma non dice nulla su molti degli obiettivi dichiarati dalla Russia, sebbene Lavrov li abbia esaminati nel corso della sua intervista con il giornalista americano Tucker Carson.
Ovvero, protezione dei russofoni, denazificazione, protezione della Chiesa ortodossa russa in Ucraina, un governo ucraino neutrale, nessuna base o truppa NATO).Tutto ciò implica importanti cambiamenti alla Costituzione ucraina e l’annullamento di numerose leggi approvate dalla Verkhovna Rada, il parlamento ucraino, nonché l’annullamento di vari decreti presidenziali.
Putin potrebbe chiedere che queste leggi e decreti vengano revocate prima che si svolgano un cessate il fuoco e negoziati su questioni territoriali e status delle forze. Se lo farà o meno, resta una incognita.
A occidente, in particolare a Londra, non mancano le voci che vorrebbero mandare Zelensky in esilio e successivamente tenere elezioni in Ucraina, ma allora gli esuli politici ucraini( che non sono pochi) dovrebbero essere in grado di tornare in patria e organizzarsi, lo stesso vale per quelli in prigioneo agli arresti domiciliari .
In occasione del 30° anniversario dell’intelligence militare dell’Ucraina, il presidente Zelenskyy ha incontrato i militari della Direzione principale dell’intelligence del Ministero della Difesa dell’Ucraina e ha consegnato loro i riconoscimenti statali.
Ma l’’ostacolo a questa svolta democratica sono propio i servizi segreti ucrainie i loro esecutori militari. Sono loro (sia i servizi segreti “civili” che quelli militari) a mantenere al potere l’attuale governo ucraino.
Quindi è difficile immaginare come si possano tenere libere elezioni in Ucraina senza mettere da parte queste potenti organizzazioni di polizia che spiano i cittadini e progettano omicidi e attentati in patria, dentro e fuori la Russia. Quindi, oltre alle elezioni, è difficile immaginare come siano possibili risultati in Ucraina senza risolvere la questione dei servizi di sicurezza.
Il GRU ucraino, ufficialmente the Main Directorate of Intelligence, è da sempre legato alla CIA e all’MI-6 britanicoe ad altri servizi nei paesi della NATO. Vale ( a dire, BND o Bundesnachrichtendienst in Germania, DGSE o Directorate General for External Security in Francia e il Security Service o Służba Bezpieczeństwa in Polonia, e tutti questi cercheranno di resistere a qualsiasi tentativo di eliminare o ridurre la loro autorità e il loro potere su Kiev.
Un altro problema serio è il ruolo e il comportamento delle unità nazionaliste (alcune filonazi) dell’esercito ucraino, come Azov e molte altre. Tra queste rientrano le Forze per le operazioni speciali (SSO) composte da 4.000 specialisti “spetsnaz”. . Queste unità si ritireranno o obbediranno agli ordini provenienti da Kiev? Inoltre le forze non è da escludere professionali e volontarie dell’esercito ucraino potrebbero svolgere il ruolo di golpisti innescando tentativi di prendere il controllo del governo.
A peggiorare le cose per Trump c’è l’amministrazione Biden,che ha convogliato miliardi di armi in Ucraina all’ultimo minuto, scoraggiando così i negoziati, e conducendo esercitazioni NATO provocatorie che minacciano direttamente la Russia.
L’ultima è l’invio di bombardieri nucleari, AWACS e altri velivoli (tra cui alcuni degli alleati come la Svezia) che volano vicino all’enclaverussa di Kaliningrade esercitazioni nell’area del Golfo di Finlandia e nella regione della penisola di Kola.
Oltre a tutto questo e le dichiarazioni bellicose del Segretario alla difesa Lloyd Austingettano sabbia negli ingranaggi della prossima amministrazione che vuole rallentare o fermare le vendite di armi all’Ucraina, senza esacerbare la situazione inondandola di armi.
La vicenda siriana alimenta in alcuni ambienti occidentali l’idea che la Russia sia alle corde, ma dimentica che invece sta lentamente, ma inesorabilmente avanzando nel Donbass nelle aree ancora in mano a Kiev, ma soprattutto mantiene una capacità produttiva militare che spiazza quantomeno molti paesi Nato
Paradossalmente, sotto il profilo politico i recenti colpi al prestigio russo in Medio Oriente renderanno più difficile per Putin fare concessioni a Trump senza adeguate contropartite.
Mentre Biden ha ancora un mese per frapporre ostacolie soprattutto assumere impegni statunitensi per il futuro che già stanno stanno ostacolando Trump rendendo veri progressi difficili, se non impossibili.
